Cina, storia di Hong: due anni di rieducazione per una vignetta. Abusi nei campi di rieducazione, mentre più voci chiedono riforme

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Pechino (TMNews) - Due anni di lavori forzati nei "Laogai", i temuti campi di rieducazione cinese. Il tutto per aver postato sul web una caricatura dell'allora potentissimo dirigente del partito cinese Bo Xilai. La testimonianza del cittadino Peng Hong, una vita mandata in pezzi dall'esperienza nei campi di lavoro, arriva alla vigilia dell'assemblea della sessione annuale del Parlamento, mentre sempre più voci chiedono a Pechino le riforme, anche nel campo dei diritti umani."Si reprimeva la libertà d'espressione conducendo i cittadini nei campi di rieducazione per fatti davvero marginali", racconta Hong che ricorda con terrore ancora oggi il primo giorno nel Laogai, nel 2009:"Ero nudo - racconta - con le mani dietro la schiena, costretto a fissare per terra per non essere percosso dalle guardie".Il giorno in cui la polizia ha bussato alla sua porta nella megalopoli di Chongqing, Hong era in attesa del primo figlio. Imprigionato nei campi di lavoro, non ha potuto nemmeno contare sulla solidarietà di amici o vicini"In tanti - ricorda - pensavano che avessi fatto davvero qualcosa di grave. E chi aveva promesso che avrebbe dato un aiuto alla mia famiglia, ha poi rinnegato tutto"La maggioranza dei cinesi, assicura Pengo Hong, non hanno alcuna idea degli abusi commessi nei campi di lavoro."Poi - aggiunge - i media a un certo punto hanno cominciato a rivelare come venisse violata sistematicamente la legge nei Laogai".(immagini Afp)

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