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    Paolucci racconta Tiziano: cavaliere della cultura del '500. Alle Scuderie del Quirinale 40 opere del pittore veneto

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    askanews

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    Roma (TMNews) - In occasione della mostra di Tiziano alle Scuderie del Quirinale, 40 opere del pittore veneto del Cinquecento raccontano il suo percorso artistico, dagli esordi fino alle grandi commissioni di dogi e imperatori.La grandezza dell'arte di Tiziano secondo il direttore dei Musei Vaticani, professor Antonio Paolucci: "Per intendere Tiziano bisogna capire anche quale è stato il suo ruolo nell'Italia e nell'Europa del Cinquecento. Attraverso più di 60 anni di attività professionale ininterrotta, Tiziano veramente ha dominato il gusto e conquistato le élite politiche, finanziarie, culturali, intellettuali dell'Italia e dell'Europa dei suoi giorni". Dopo gli studi a Venezia dai Bellini e il lavoro al fianco di Giorgione, la carriera di Tiziano procede in ascesa. Lavora per Alfonso I d'Este, i Gonzaga a Mantova, i duchi di Urbino, l'imperatore Carlo V e suo figlio Filippo II. Racconta Antonio Paolucci: "Quando Tiziano incomincia a lavorare è un pittore, un artigiano, come ce ne erano centinaia, migliaia a Venezia nel dominio di terraferma e di mare. Quando dipinge invece alla fine della sua carriera la grande tela con il Martirio di san Lorenzo, che accoglie il visitatore all'ingresso di questa mostra, il notturno più fantastico, più shakespeariano - starei per dire di tutta l'arte del Cinquecento - a quest'epoca, siamo negli anni Sessanta del Cinquecento, il vecchissimo Tiziano è cavaliere imperiale, è conte palatino, l'imperatore Carlo V lo invita alla Dieta di Augusta, dove si riunivano i grandi della Terra, e questo fa capire il successo che aveva avuto la sua pittura".