Stalingrado, 70 anni dopo Maria ricorda: la città era in fiamme. Infermiera dell'Armata Rossa, vide la battaglia da vicino

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Stalingrado, (TMNews) - "Il bombardamento era incredibile. Tutto era in fiamme: la gente, il terreno, le pietre, l'acqua. C'era un deposito di petrolio sul Volga, i tedeschi l'hanno bombardato e il petrolio si è propagato sul fiume prendendo fuoco, tutto bruciava".Maria Rokhlina ricorda così un episodio della battaglia di Stalingrado, che tra l'estate 1942 e il 2 febbraio 1943 oppose l'Armata rossa alle truppe tedesche e dei loro alleati per il controllo della città, oggi Volvograd, e della regione strategica tra il Don e il Volga. Maria era infermiera dell'Armata Rossa: 70 anni dopo racconta la guerra vissuta in prima persona."I tedeschi avevano vestiti leggeri, noi indossavamo cappotti e pantaloni imbottiti e trapuntati, gilet di pelliccia e di lana di montone" ricorda. "Sognavamo la fine della guerra e per scaldarci tra una battaglia e l'altra stavamo tutti vicini". Dai ricordi emerge anche la figura degli invasori tedeschi: "Sentivamo le loro voci, e loro le nostre. Ridevano, e ci chiamavano: russi, stiamo mangiando, venite a mangiare, essen, mangiare". "Non ho mai ucciso un tedesco, non ho mai sparato - precisa Marua - ma non ho neanche mai fasciato nè aiutato uno di loro". Alla fine del racconto il pensiero corre a Stalin, visto allora come la guida che avrebbe salvato la Russia. "Stalin per noi era tutto: credevamo in lui come non credevamo in noi stessi. Tutto ciò che sapevamo fare, il nostro coraggio e le nostre battaglie li dovevamo a lui".(immagini Afp)

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