La storia di Elisa, volontaria da Modena per i bambini siriani. Raccoglie cibo e medicine per i campi profughi

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Modena, (TMNews) - Per qualcuno è un'illusione, come svuotare l'Oceano con un cucchiaino. Per Elisa Fangareggi, 30enne di origine modenese, avvocato con tre figli, salvare la vita anche a un solo bambino in Siria è diventata una missione. Tutto è cominciato nel 2011 grazie all'amicizia con un siriano, in fuga dal conflitto tra le forze di Assad e l'opposizione, allora è iniziata una staffetta tra Italia e Siria. A Aleppo e Damasco è impossibile reperire generi di prima necessità, nei campi profughi autogestiti manca tutto: acqua potabile, energia elettrica, telefono, benzina e medicinali. "Varcare il confine è un'esperienza estremamente impegnativa. Si fatto 3 o 4 km a piedi e poi si è letteralmente all'inferno. Ci sono madri disperate, bambini che hanno fame e muoiono tutte le notti per il freddo con i piedi marci e putrefatti perché stanno nell'acqua".Elisa, con alcuni amici ha fondato l'associazione "Time4Life" e attraverso il passaparola riesce a raccogliere medicinali, latte in polvere anti-reflusso, cibo e vestiti: stipati in zaini e borsoni, vengono trasportati dai volontari sino al confine turco, nella speranza di superare la dogana. Poi vengono caricati su auto alla volta dei campi profughi. "I bambini al 5 giorno di digiuno non piangono neanche più per la fama. Il secondo e terzo piangono di fame e poi non hanno più neanche le energie per piangere. Penso che non si possa lasciare della gente morire così a quattro ore da qua e non sia nemmeno giusto non parlarne. Quello che sta succedendo in Siria è un vero e proprio genocidio".

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