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    India, ragazzo della vittima accusa polizia: hanno perso tempo. "Continuavano a discutere su chi si doveva occupare del caso"

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    askanews

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    Milano, (TMNews) - Il fidanzato della ragazza indiana stuprata e uccisa su un minibus il 29 dicembre del 2012 parla per la prima volta in un'intervista alla televisione indiana "Zee News". Porta ancora addosso i segni del pestaggio, racconta i dettagli di quella terribile notte, accusando la polizia di non aver agito con tempestività dopo l'aggressione, che definisce "brutale"."Erano in 5 o 6, mi picchiavano con dei bastoni. Lei cercava di proteggermi e ha anche tentato di chiamare la polizia ma le hanno strappato di mano il cellulare". Il gruppo dopo aver abusato della ragazza, li butta entrambi giù dal bus sotto ad un cavalcavia, prova ad investirli. Sono feriti e senza vestiti."Abbiamo provato ad attirare l'attenzione della gente. Alcuni risciò e auto hanno rallentato ma poi giravano lo sguardo dall'altra parte. Abbiamo aspettato per 20-25 minuti ma nessuno si è fatto avanti per darci una mano. Poi qualcuno ha chiamato la polizia. Gli agenti sono arrivati ma continuavano a discutere sulla giurisdizione sotto cui ricadeva il caso"."Continuavamo a gridare, dateci dei vestiti, chiamate un'ambulanza e portateci all'ospedale. Ma la polizia era fermamente convinta di dover prima decidere quale stazione dovesse occuparsi del caso. Una ventina di persone stavano lì intorno e ci guardavano. Poi qualcuno ci ha dato un pezzo di lenzuolo per coprire la mia fidanzata. L'ambulanza non è mai arrivata". Tempo perso, forse fatale per la sua ragazza, morta dopo 13 giorni di agonia.(Immagini Afp)