Album 2012 - Dalla Siria a Gaza: l'anno difficile del mondo arabo. Dalle rivoluzioni tradite alla Palestina riconosciuta all'Onu

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Milano, (TMNews) - La Siria nel caos, la Palestina all'Onu, Tunisia, Egitto e Libia alle prese con le rivoluzioni tradite. Il 2012 è stato un anno di speranza e dolore nei Paesi arabi.In Siria neanche il 2012 mette la parola fine alla guerra civile fra l'esercito del presidente Assad e gli oppositori. Anzi, la violenza esplode a Damasco e Aleppo: fra bombardamenti e combattimenti strada per strada le vittime arrivano a 40mila, di fronte ad una diplomazia internazionale impotente.Per i palestinesi è un anno di violenza ma anche di speranza. A novembre Israele lancia un'offensiva come rappresaglia contro i lanci di missili di Hamas. Muoiono oltre 160 palestinesi ma la tregua arriva proprio a ridosso di un evento storico: la Palestina diventa stato osservatore dell'Onu, è il primo riconoscimento ufficiale della sua esistenza. Nell'anno in cui l'ex presidente Mubarak viene condannato all'ergastolo, i Fratelli musulmani vincono le elezioni. Comincia un duello con l'opposizione laica, contraria alla sterzata religiosa data al Paese, a partire dalla Costituzione sui viene indetto un referendum a dicembre. Piazza Tahrir torna a riempirsi contro il presidente Mohamed Morsi che prova ad accentrare su di sè il potere.La Tunisia vive un 2012 difficile, a due anni dalla rivolta contro Ben Alì: lo scenarIo politico è segnato dalle divisioni e l'economia è peggiorata. L'anniversario della primavera araba è occasione per manifestazioni di piazza contro il governo provvisorio, dominato dagli islamisti di Ennhada.Dopo la caduta di Gheddafi la Libia è nelle mani delle bande armate. Un periodo di forte instabilità che culmina con l'attacco all'ambasciata americana a Bengasi: nell'assalto muoiono cinque civili e l'ambasciatore americano Chris Stevens.In Yemen diritti e uguaglianza fra uomini e donne sono un obiettivo ancora lontano nonostante a febbraio il presidente Saleh abbia lasciato il potere. La lotta per la democrazia continua nel silenzio della comunità internazionale, così come accade in Barhain. Il paese arabo finisce alla ribalta delle cronache solo in aprile nei giorni del Gran Premio di Formula 1, occasione unica per attivisti e cittadini di avere visibilità internazionale.In settembre un'ondata di rabbia investe tutti i Paesi arabi dove in migliaia scendono in piazza contro "L'innocenza dei musulmani", film che ironizza sul profeta Maometto.

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