Casapesenna (CE) - Arrestati fratello e nipote di Zagaria 2 (live - 20.11.12)

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http://www.pupia.tv - Casapesenna (Caserta) - Tre fratelli e un nipote dell'ex superlatitante del clan dei casalesi Michele Zagaria sono stati arrestati, insieme ad altre cinque persone, nell'ambito dell'operazione "Thunderball 2" eseguita dalla squadra mobile di Caserta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Dalle indagini è emerso il coinvolgimento degli indagati in due diverse vicende estorsive poste in essere nei confronti dell'imprenditore Roberto Battaglia, titolare di un'azienda bufalina a Capua, che, oberato da debiti usurari, per farvi fronte, era stato costretto dalle minacce dei componenti del clan a vendere attrezzature e beni strumentali.
Tra i destinatari delle misure cautelari anche Antonio Zagaria, 50 anni, fratello di Michele, ritenuto il reggente dell'organizzazione criminale dopo l'arresto del boss, operato dalla polizia il 7 dicembre 2011, dopo una latitanza di oltre 16 anni. Ad altri due fratelli del boss, Carmine e Pasquale, di 52 e 48 anni, le ordinanze sono state notificate in carcere. In arresto anche il nipote Filippo Capaldo (scarcerato circa un mese fa), Raffaele Capaldo, Francesco Capaldo, Ciro Benenati, Nicola Diana, Pasquale Fontana.

L'ARRESTO. L'ordinanza di custodia cautelare per l'arresto dei nove componenti l'ala Zagaria del clan dei Casalesi è stata emessa dal gip di Napoli su richiesta dei pm Giovanni Conzo e Catello Maresca, e del coordinatore del pool antimafia, il procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho. L'arresto di Antonio Zagaria è avvenuto, in corso Europa, a Casapesenna. La polizia è entrata in azione quando il fratello dell'ex primula rossa era in strada. Questo per evitare che potesse fuggire utilizzando uno dei tanti bunker fatti realizzare dal fratello per garantirsi la latitanza. Al blitz hanno partecipato i vicequestori della squadra mobile della Questura di Caserta e Casal di Principe, Antonio Sepe e Alessandro Tocco. Agli agenti che gli hanno notificato l'ordinanza Antonio Zagaria ha detto di essere innocente e che le dichiarazioni sul suo conto rese dall'imprenditore Battaglia sono mendaci. TRUFFA ALLE POSTE. Estorsori ma, all'occorrenza, anche truffatori: non si lasciavano sfuggire alcuna occasione di guadagno gli affiliati alla fazione Zagaria del clan dei Casalesi, come emerge nell'ordinanza di arresto emessa dal gip di Napoli Maria Vittoria Foschini, in cui si dà conto di una mega truffa da 3 miliardi delle vecchie lire ai danni delle Poste Italiane realizzata nel 2000 da Francesco Capaldo, 83 anni, che poi versò parte dell'inatteso bottino ad affiliati del clan Zagaria, tra cui il figlio Raffaele e Beatrice Zagaria, sorella del boss Michele, allora latitante. Capaldo è stato l'unico indagato a finire ai domiciliari, in ragione dell'età. Dopo il raggiro fu avviata un'indagine da parte della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Tutto nacque dall'errore di un'impiegata del Centro Operativo di Roma del servizio Bancoposta, che avrebbe dovuto accreditare sul conto di Francesco Capaldo un assegno pari a 2 milioni di lire, versando invece 4 miliardi; un clamoroso sbaglio dovuto forse al fatto che in quel periodo, era il 27 novembre 2000, gli istituti di credito erano già alle prese con il cambio in euro dei loro depositi (la circolazione della moneta unica come moneta corrente iniziò il primo gennaio 2002). Appena accortosi dell'errore, Capaldo si affrettò a prelevare il più possibile; in meno di un mese, è emerso, si impossessò di tre miliardi delle vecchie lire, quindi il 27 dicembre 2000 dopo la denuncia di Poste Italiane il conto fu bloccato e posto sotto sequestro ma ormai il danno era fatto. Parte di quei soldi - emerge dall'ordinanza emessa al termine di indagini - ovvero 500 milioni di lire, fu versata anche all'imprenditore Roberto Battaglia a titolo di caparra per l'acquisto di un'abitazione a Caserta; soldi che lo stesso Battaglia fu costretto a riconsegnare a Capaldo su pressione di Pasquale e Antonio Zagaria. (l20.11.12)

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