Ruoppolo Teleacras - Operazione "Golem"

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Il servizio di Angelo Ruoppolo Teleacras Agrigento del 16 giugno 2009. Maxi blitz antimafia tra Palermo e Trapani. 13 arresti e 18 indagati. Sarebbe la rete che ha protetto e favorito la latitanza di Matteo Messina Denaro. (per il video in Alta qualità clicca su HQ in basso a destra dello schermo).
Ecco il testo:
Sarebbe la rete che ha incastrato e nascosto il boss Matteo Messina Denaro ed i suoi fiancheggiatori, che avrebbero favorito la latitanza di "Diabolik" , il nome d'arte di Messina Denaro, ricercato da 16 anni, dal 2 giugno del 1993, per omicidi e stragi. 13 arresti della Squadra mobile di Palermo e Trapani, e dello Sco, il Servizio centrale operativo della Polizia. I mandati di cattura sono stati spiccati dal Tribunale di Palermo su richiesta del procuratore aggiunto Teresa Principato e dei sostituti della Direzione distrettuale antimafia, Paolo Guido, Roberto Scarpinato e Sara Micucci. E stata l' operazione "Golem", dal nome dell' immaginario gigante, usato come servo, forte ed ubbidiente, e quindi come favoreggiatore. Nel mirino i mandamenti mafiosi di Trapani e Castelvetrano. Tra gli arrestati vi è un cugino di Messina Denaro, Mario Messina Denaro, 57 anni, che avrebbe imposto il pagamento di tangenti agli imprenditori locali. Anche i boss detenuti al 41 bis avrebbero comunicato con il latitante. Ecco perche la Polizia ed il Dap, il Dipartimento dell' Amministrazione penitenziaria, hanno perquisito 15 Carceri, tra Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia, dove sono reclusi 37 trapanesi che sarebbero stati in contatto con gli indagati arrestati oggi. Tra i 37 anche Mariano Agate, 70 anni, capo del mandamento mafioso di Mazara del Vallo, e Filippo Guttadauro, 58 anni, cognato di Messina Denaro, e che sarebbe il numero 121 dei pizzini scritti a Provenzano. L' inchiesta ha anche sgominato un traffico di droga tra Roma e la provincia di Trapani organizzato nell' interesse di Messina Denaro. E se Tommaso Buscetta è stato il boss dei due mondi, Matteo Messina Denaro lo è dei 5 continenti. Sì perchè l' inchiesta "Golem" avrebbe accertato che il capomafia di Castelvetrano è stato in Austria, Svizzera, Grecia, Spagna, Tunisia e Venezuela, dove avrebbe esportato e curato i propri affari usando documenti falsi che gli sarebbero stati forniti da un pregiudicato di Roma, Domenico Nardo, 50 anni, arrestato oggi. In manette anche il cosiddetto "Ambasciatore" di Matteo Messina Denaro, che il boss avrebbe inviato sempre, al posto suo, agli incontri con i palermitani, come Salvatore e Sandro Lo Piccolo, forse ritenuti non all' altezza di incontrarlo personalmente. Si tratta di Franco Luppino, 53 anni, presunto capo del clan di Campobello di Mazara, insieme a Leonardo Bonafede, 77 anni, anche lui arrestato. In carcere la moglie di Luppino, Lea Cataldo, 46 anni, che sarebbe stata impegnata con il marito in attivita illecite nell' ambito soprattutto dell' impiego dei fondi della Regione. Ed infatti, tra gli indagati a piede libero, che sono 18, vi è un funzionario della Regione, Girolamo Coppola, accusato di aver pilotato o favorito finanziamenti pubblici a società in odor di mafia. Avviso di garanzia anche per un ex maresciallo della Guardia di finanza, Achille Felli, adesso in pensione, accusato di favoreggiamento aggravato da mafia. Il traffico di droga da Roma sarebbe stato gestito dagli stessi Domenico Nardo, Leonardo Bonafede, e Franco Indelicato, 40 anni. Gli altri arrestati sono Vito Angelo Barruzza, 45 anni. Giuseppe Bonetto, 54 anni. Salvatore Dell' Aquila, 48 anni. Leonardo Ferrante, 54 anni. Giuseppe Indelicato, 36 anni. Aldo Luppino, 62 anni. E Giovanni Salvatore Madonia, 44 anni.

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