Pechino, bagni ghiacciati sulle orme dell'abate Kneipp. Idroterapia "polare" nella acque del lago di Houhai

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Pechino (TMNews) - Per l'abate Kneipp erano un vero toccasana già 200 anni fa quando, malato di tubercolosi, eseguì su se stesso degli esperimenti consistenti nell'immergersi nelle acque gelate del Danubio. Alla fine i quotidiani bagni freddi nel fiume lo guarirono. Forse non conoscono le meraviglie dell'idroterapia dell'abate tedesco ma anche questi intrepidi cinesi non esistano a gettarsi nelle acque ghiacciate del lago di Houhai a Pechino, all'indomani del secondo giorno di nevicate nella capitale cinese.I benefici sembrano paragonabili a quelli ottenuti l'abate Kneipp, come spiega senza brividi Wang Hu, 55enne intrepido appassionato di acque gelate."Soffrivo di pressione alta e di acidi urici nel sangue. Era molto grasso e aveva 180 di pressione. Oggi, dopo cinque anni di nuotate in queste acque, non supero 140 di massima".Ci vuole coraggio per accettare la sfida perché se si va sotto, non si potrà più riemergere. Un addestramento particolare e graduale è essenziale per affrontare il morso feroce di queste acque di ghiaccio bollente. Ma gli effetti positivi sono indubbi. Soprattutto quando si esce."Subito dopo ogni nuotata mi trovo pieno di energia, una straordinaria carica di energia. Non prendo mai nessun raffreddore e nemmeno perdo un giorno per malattie di qualsiasi genere".Sorge spontanea una domanda. Ma l'abate Kneipp si era fatto un viaggio sulle orme di Marco Polo?(Immagini Afp)

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