Advertising Console

    Ruoppolo Teleacras -- Lo Piccolo, blitz "Addio pizzo 3"

    Bestiacane

    per Bestiacane

    3,3K
    218 visualizzazioni
    Il servizio di Angelo Ruoppolo Teleacras Agrigento ( http://www.facebook.com/pages/Angelo-Ruoppolo/40129859538?ref=search )del 2 luglio 2008. Blitz della Squadra mobile e della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Il clan Lo Piccolo, mafia ed estorsioni. 20 arresti.
    Ecco il testo:
    Il primo blitz cosiddetto ''Addio pizzo'' scatta poco piu' di due mesi dopo l'arresto di Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Il 16 gennaio scorso in carcere entra un altro figlio del ''Barone'', Calogero Lo Piccolo. Eccolo, indossa una cappello, in piazza Vittoria a Palermo, ed e' accompagnato alla Squadra mobile. 39 sono gli arrestati, inchiodati anche dai primi pentiti del clan di Lo Piccolo, lui, Francesco Franzese, inteso "Franco di Partanna", e lui, Antonino Nuccio, inteso "Pizza". Tra gli arrestati il 16 gennaio vi sono anche i presunti mandanti ed esecutori dell'attentato incendiario, il 31 luglio del 2007, contro il deposito dell'impresa di Rolando Guajana, alla circonvallazione di Palermo. Il secondo blitz ''Addio pizzo'' risale invece al 17 marzo scorso. La cartina di tornasole dei Poliziotti della Squadra mobile di Palermo sono ancora i pizzini ed il libro mastro di Salvatore Lo Piccolo, scoperti nel covo di Giardinello, nelle campagne di Carini. 21 sono gli arrestati incastrati anche dalle confessioni di alcuni dei commercianti vittime delle estorsioni, che hanno ammesso di pagare dopo che gli sono stati mostrati i pizzini con sopra scritto il loro nome. Oggi altri 20 arresti. L'operazione ''Addio Pizzo 3 ''. Mafia ed estorsioni, a tappeto, anche nei quartieri Zen 1 e Zen 2 dove gli abitanti sarebbero stati costretti a pagare sotto la minaccia che altrimenti sarebbe stata staccata la luce e l'acqua. 31 sono i casi di estorsione scandagliati dalla Squadra mobile di Piero Angeloni e dalla Direzione distrettuale antimafia fino al febbraio scorso. Nel mirino diverse attivita' imprenditoriali, tra ristoranti, negozi, cantieri edili, supermercati e concessionarie di automobili. Ecco gli arrestati, Salvatore ed il figlio Sandro Lo Piccolo, poi Piero Alamia 40 anni, Michele Catalano 49, Domenico Ciaramitaro 34, Antonino Ciminello 48, Antonino Cumbo 42, Giovanni Cusimano 67, Salvatore Davi' 60, Francesco Di Blasi 66, Salvatore Genova 50, Giovanni Battista Giacalone 35, Andrea Gioe' 39, Antonino Lo Brano 40, Antonino Mancuso 47, Francesco Palumeri 48, Gioacchino Rosario Pensabene 58, Carmelo Giancarlo Seidita 33, Domenico Serio 31, e Massimo Giuseppe Troia 32 anni. L'inchiesta, coordinata dal Procuratore aggiunto Morvillo e dai sostituti Gozzo, Paci, Del Bene e Picozzi, si e' avvalsa anche delle dichiarazioni di alcuni degli imprenditori vittime delle estorsioni. Emblematiche sono in proposito le parole pronunciate oggi dal Questore di Palermo, Giuseppe Caruso: ''collaborate, il mito dell'imprendibilita' dei mafiosi e' finito".