Ruoppolo Teleacras - Livatino, Alfano ad Agrigento

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Il servizio di Angelo Ruoppolo Teleacras Agrigento del 20 settembre. Il Ministro della Giustizia ad Agrigento per l'anniversario dell'omicidio di Rosario Livatino. Angelino Alfano annuncia il Testo unico sulle misure di prevenzione antimafia e promette: "non sottoporremo il Pubblico ministero all' Esecutivo"
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Ecco il testo:
Lo aspettano dentro e fuori il Palazzo di Giustizia. I vertici delle Forze dell'ordine agrigentine, Di Iulio, Raffo, Di Fazio, Ciringione. Il Prefetto Postiglione. Poi politici, amministratori, consiglieri. I magistrati. Gli amici. Anche il padre. Poi eccolo. Sulla rampa che sale verso il Tribunale. Il corteo delle auto blindate....
Il Ministro della Giustizia entra. Il Procuratore ed il Presidente del Tribunale, Renato Di Natale e Luigi D'Angelo, lo accompagnano. Salgono le scale anche il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, l'ex Presidente della Provincia, Enzo Fontana, e l'attuale, Eugenio D'Orsi. Dentro l'aula intitolata a Rosario Livatino sono già seduti Ingroia, Natoli, e tanti altri dell'Associazione nazionale Magistrati. Poi gli avvocati e l'intero personale del Tribunale. E' Antonio Ingroia che introduce, poi cede la poltrona ad Angelino Alfano: "mi congratulo con voi per la sobrietà e lo stile della manifestazione. Da agrigentino rivolgo il benvenuto a chi agrigentino non è. Io - ricorda Alfano - non ho lavorato per diventare Ministro della Giustizia. Ho saputo dell'incarico pochi giorni prima. E quando vi è stata la nomina ufficiale ho subito telefonato ad un mio collaboratore per chiedergli quando fosse nato Rosario Livatino: 1952. E allora ho pensato: Livatino è morto nel 90, a 38 anni, la stessa età in cui io sono diventato Ministro". Ancora le parole di Alfano che indica Livatino come modello di magistrato e di uomo, ed annuncia: "la Sala più importante del Ministero della Giustizia, a Roma, in via Arenula, la Sala Verde, sarà intitolata a Rosario Livatino". Gli applausi. Poi, così come anticipato durante l'intervista, il Ministro Alfano premette che ha sempre contestato l'antimafia della parole e poi annuncia: "la prossima settimana presenteremo al Governo il Testo unico sulle Misure di prevenzione antimafia, per superare così il disordine ed il caos in materia". Alfano è a lavoro anche per la riforma del Processo civile, "che recuperi la centralità del cittadino - sottolinea il Ministro - a prescindere dagli interessi di parte, tra avvocati e magistrati". Poi, in riferimento alla carenza di fondi, ancore le parole di Alfano: "la congiuntura internazionale negativa non l'abbiamo voluta nè io e nemmeno Berlusconi. Lavoriamo per sbloccare i beni confiscati alla mafia e per liberare le spese di giustizia che giacciono nei Tribunali. Si tratta di fondi nuovi che, ad esempio, saranno subito impiegati per incentivare i Magistrati che si trasferiscono nelle sedi disagiate, così come consente il Decreto legge approvato lo scorso 11 settembre". Poi la conclusione di Alfano che è quasi una rassicurazione ai Magistrati presenti: "credetemi, non sottoporremo il Pubblico ministero all'Esecutivo. Rispettiamo l'autonomia e l'indipendenza dei Giudici, che sono soggetti soltanto alle leggi. Attenzione però, le leggi le fà il Parlamento, eletto dal Popolo, ed i Magistrati applicano le stesse leggi in nome dello stesso Popolo". Ancora al nostro microfono, il Procuratore di Palermo e di Agrigento, Francesco Messineo e Renato Di Natale......

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