Editoria 2.0, c'è spazio per il business ma professione cambia. Parla l'esperto americano Michael Healy

Prova il nostro nuovo lettore
askanews

per askanews

879
17 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
Roma (TMNews) - Il mestiere dell'editore al tempo del digitale cambia e costringe i professionisti del settore ad aggiornarsi per rimanere competitivi. Partendo da quanto è già accaduto negli Stati Uniti, il direttore esecutivo del Copyright Clearance Center, Michael Healy, traccia il quadro della situazione. "Molte delle condizioni e molte delle responsabilità che l'editore aveva tradizionalmente - ci ha detto - stanno per scomparire. Oggi la Rete pone sfide e grandi domande agli editori". Healy, intervenuto alla fiera della piccola e media editoria "Più libri più liberi", poi, identifica le nuove competenze che vengono chieste a chi decide di investire creando una casa editrice."L'editore - aggiunge lo studioso - deve essere anche un curatore e un garante della qualità, e queste sembrano essere le qualità più importanti per dare un contributo all'editoria di oggi". Quello che più conta è il fatto che, anche in campo culturale, ci sono spazi per guadagnare e dare un ritorno economico agli investimenti."Ci sono opportunità - ha concluso Michael Healy - per fare business nell'editoria, ma è necessario che le case editrici abbiano un'organizzazione molto diversa da quella che avevano in precedenza". Dopo tante parole sull'importanza anche della cultura per la ripresa economica, ecco qualche indicazione specifica. La palla passa dunque ai nostri editori.

0 commenti