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    Hollywood a caccia del mercato cinese: è boom di coproduzioni. Alleanze contro i limiti all'import. E Iron Man 3 parla cinese

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    askanews

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    Milano (TMNews) - "Iron Man 3" parla cinese e presto tante altre pellicole di Hollywood potrebbero seguire il suo esempio. Il nuovo film sul supereroe della Marvel è infatti stato realizzato in coproduzione fra americani e cinesi, un'alleanza destinata a crescere nei prossimi anni."Tanto per dare un'idea delle prospettive: in Cina si costruiscono decine di nuove sale cinematografiche, gli Imax sono raddoppiati".A parlare è l'ex senatore democratico americano Chris Dodd, ora alla Mpaa la potente lobby degli studi cinematografici di Hollywood. Secondo alcune previsioni la Cina potrebbe essere il più grande mercato del cinema già nel 2020, ma attualmente le leggi di Pechino limitano l'ingresso sul territorio di pellicole straniere. Oltre al problema della censura, che potrebbe colpire la maggior parte dei film di Hollywood, è consentito l'ingresso in Cina a solo 34 pellicole all'anno. Per questo i grandi studios Usa stanno pensando alle coproduzioni per aggirare i rigidi veti cinesi. In questa corsa alla conquista del mercato del gigante asiatico, che è solo agli inizi, capita di assistere a casi quasi paradossali. Come quello del remake di "Alba rossa", il film di John Milius del 1984 in cui gli Stati Uniti rischiavano di essere invasi dai sovietici, che avevano raso al suolo Pechino con bombardamenti nucleari. Nella versione 2012 della Mgm nessun accenno a una simile apocalisse e i "cattivi" sono diventati nodcoreani.