Ruoppolo Teleacras - Borsellino, trattativa e papello

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I servizi di Angelo Ruoppolo Teleacras Agrigento del 15 e 16 ottobre 2009. L' inchiesta per la strage di via D' Amelio contro il giudice Borsellino. Confermata la trattativa. Consegnato il famoso "papello". Ecco i testi:
La Direttrice degli Affari Penali del Ministero della Giustizia all'epoca delle stragi del 92, Liliana Ferraro, amica di Falcone e Borsellino, è stata già ascoltata ed ha confermato il racconto di Claudio Martelli. L' interrogatorio è stato secretato dai magistrati delle Procure di Palermo e Caltanissetta, che l' hanno interrogata a Roma. L' ex Ministro della Giustizia, Martelli, interrogato anche lui, ha raccontato ad "Annozero" che il giorno del trigesimo della morte di Giovanni Falcone, a Palermo, Liliana Ferraro gli rivelò che il capitano del Ros dei Carabinieri, Giuseppe De Donno, ed il generale, Mario Mori, intendevano trattare con la mafia tramite Ciancimino. Lei, Liliana Ferraro, li dirottò da Paolo Borsellino, "parlate con lui" . Ed ancora lei, Liliana Ferraro, avvertì lo stesso Borsellino, che, dunque, sarebbe stato a conoscenza della trattativa. Perchè Claudio Martelli ha svelato ciò dopo 17 anni ? Lui, l' ex delfino di Craxi, risponde che il suo ricordo è stato risvegliato dalle recenti dichiarazioni di Massimo Ciancimino. Il figlio di don Vito ha confermato che il capitano De Donno lo ha incontrato su di un aereo e gli ha chiesto l' incontro con il padre. Massimo Ciancimino sostiene che la trattativa sarebbe stata garantita da esponenti dello Stato e dei Servizi Segreti. L' ex Ministro degli Interni nel 92, Nicola Mancino, lo ha querelato. La trattativa sarebbe stata avviata nel concreto dopo la strage di via D' Amelio. Da una parte Vito Ciancimino, e dall' altra Totò Riina tramite il medico Antonino Cinà. Il foglio delle richieste della mafia per trattare la pace, il famoso "papello", è stato recapitato a casa di Ciancimino. Lui, don Vito, ha letto ciò che avrebbe chiesto Totò Riina, e, forse perchè le ha ritenute delle richieste inaccettabili, ha commentato: " il solito testa di m (minchia) " . Poi, altro particolare che anzichè lubrificare il nodo lo complica ancora di più: oggi il capitano del Ros dei Carabinieri, Giuseppe De Donno, non smentisce l' incontro con Ciancimino ma smentisce, invece, l' incontro con Liliana Ferraro. Ennesimi interrogativi.
Eccole. Sono le fotografie del "papello". La prima, la seconda, e la terza. Sarebbe il foglio scritto da Cosa nostra tra le stragi di Capaci e via D' Amelio o, forse, subito dopo la morte di Paolo Borsellino. Sono 12 richieste, firmate dai vertici della mafia siciliana dell' epoca, forse Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, anche se non sembra la loro calligrafia. Il famigerato "papello" esiste. 17 anni addietro lo avrebbe consegnato il medico Antonino Cinà, presunto ambasciatore di Totò Riina, nelle mani di Massimo Ciancimino, in un bar di Mondello. Poi il padre, Vito Ciancimino, lo avrebbe corretto e consegnato a sua volta al colonnello del Ros, Mario Mori. Infatti, lo stesso Vito Ciancimino, nel "papello" corretto di suo pugno, scrive testualmente, ecco, come nella foto : "a Mario Mori, colonnello del Ros" . Oggi, 17 anni dopo, il "papello" è stato consegnato alla Procura di Palermo da Francesca Russo, avvocato di Massimo Ciancimino. Nel foglio originale la mafia rivendica, tra l' altro, la revisione del maxi processo a Cosa nostra, concluso con le condanne in Cassazione del gennaio 1992 che tanto infuriarono Riina. Poi l'abolizione del 41 bis. Poi gli arresti domiciliari agli imputati di mafia che hanno compiuto i 70 anni di età. Poi la revisione della legge Rognoni - La Torre sul sequestro dei beni, e della legge sui pentiti. Poi ancora i benefici ai mafiosi dissociati, così come per gli ex terroristi, la chiusura delle carceri speciali, e la detenzione dei mafiosi vicino alla residenza delle famiglie. Poi no alle misure di prevenzione contro i familiari, no alla censura della posta, e l' arresto solo in flagranza di reato, quasi come se fosse una immunità parlamentare. E poi la defiscalizzazione della benzina in Sicilia. Vito Ciancimino legge e corregge, forse perchè lui le ritiene delle richieste troppo esose. Tra i fogli si leggono, eccoli in alto a sinistra, i nomi di Mancino e Rognoni. Nicola Mancino è stato Ministro dell' Interno dal primo luglio del 92, mentre Virginio Rognoni è stato Ministro della Difesa fino alla stessa data. Entrambi hanno sempre negato di avere saputo della trattativa.

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