Morsi assume più poteri e infiamma Egitto: opposizione in piazza. Scontri al Cairo, sedi partito bruciate ad Alessandria

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Il Cairo, (TMNews) - Dittatore o tutore dell'ordine? La decisione del presidente egiziano Mohamed Morsi di assumere maggiori poteri divide e infiamma il Paese: in piazza sono scesi sia gli attivisti dell'opposizione, protagonisti di scontri con le forze dell'ordine in piazza Tahrir, sia i sostenitori del presidente. Al Cairo manifestanti e polizia si sono scontrati in diversi punti per tutta la giornata, con lancio di oggetti e pietre e la risposta della polizia con i lacrimogeni per disperdere la folla. Le proteste si sono estese a tutto l'Egitto: incendiati i locali del Partito della libertà e della giustizia, ramo politico dei Fratelli musulmani che sostengono Morsi, in varie città come Alessandria d'Egitto, tra le più infuocate dalla protesta, Ismailiya e Porto Said.In risposta migliaia di sostenutori del presidente Morsi si sono riuniti fuori dal palazzo presidenziale al Cairo per testimoniare che l'Egitto non è una dittatura. "Il presidente non è un dittatore e non vuole monopolizzare il potere o controllare le autorità. Ma è vero che non vuole che il Paese sia paralizzato, vuole che abbiamo una nuova Costituzione e un parlamento" dice questo professore di inglese. Di diverso avviso i governi occidentali, che hanno espresso preoccupazione per la decisione del presidente di allargare i suoi poteri.(immagini Afp)

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