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    Gaza, la guerra dei droni: come operano le sentinelle dei cieli. Per i costruttori di Uav la guerra è anche occasione di business

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    askanews

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    Tel Aviv (TMNews) - Il loro ronzio è un rumore familiare nei cieli israeliani. Sono i cosiddetti "Uav", aerei a pilotaggio remoto utilizzati per sorvegliare gli spazi aerei, che stanno avendo un ruolo importantissimo nei nuovi episodi di violenza tra Israele e Palestina."Normalmente - spiega quest'esperto di robotica - i droni pattugliano la Striscia di Gaza e la Cisgiordania. Sono praticamente onnipresenti, ce ne sono a centinaia che ci volano intorno". Molti sono solo sentinelle, altri invece sono anche armati. La guerra moderna si combatte anche così e aziende come la Israel aerospace industry, la più grande fabbrica di sistemi di difesa d'Israele, fa grandi affari grazie ai droni, sempre più sofisticati e invisibili che produce e vende in tutto il mondo. La guerra per loro è anche un'occasione di business. Il compito degli Uav è soprattutto osservare, da chilometri di distanza, cosa succede per le strade con telecamere potentissime in grado di tenere sotto controllo persone dal comportamento sospetto."Il cuore è questa piccola sfera - spiega uno dei costruttori - dentro c'è tanta tecnologia, compresi strumenti elettro-ottici, stabilizzatori e un gran numero di software".La "cabina di pilotaggio" dei droni, invece, ricorda una console per videogiochi, solo un po' più sofisticata. Tutto viene comandato a distanza, con joystick e trackpad con cui si impartiscono al velivolo i movimenti, stando comodamente seduti in una saletta come questa. "Nel giro di pochi anni - dice questo pilota - gli aerei, anche quelli di linea, non avranno più bisogno di piloti".