Ruoppolo Teleacras - Agrigento, acqua e mare 2008

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I servizi di Angelo Ruoppolo Teleacras Agrigento del 28 e 29 agosto 2008. Inquinamento a mare e crisi idrica ad Agrigento. Depuratore ed acqua. Vespri e Fasci siciliani. (Per il video seleziona Alta qualità in basso a destra dello schermo)
Ecco i testi:
Sara' la montagna ad andare verso Maometto. Anche se sara' un cammino faticoso, difficile, impervio e, soprattutto, lungo. I pennelli nel mare di San Leone saranno collegati al Depuratore di Sant'Anna, nella Valle dei Templi. Il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, annuncia: '' l'Ufficio tecnico comunale ha gia' pronto il progetto di collegamento tra gli scarichi della prima spiaggia del Viale delle Dune e del porticciolo con l'impianto tra Agrigento e Villaseta ''. Sulla carta e' semplice. In pratica no. Prima che la montagna salga fino a Maometto paghera' due pedaggi a due dogane. La prima e' il Parf, il Piano della rete fognante. La seconda e' il Piano regolatore generale. Ebbene, il Parf disegna il Depuratore al Villaggio Peruzzo e gli collega i pennelli a mare. Dunque, occorre una variante al Piano della rete fognante, che prima sara' approvata dal Consiglio comunale e poi dall'Assessorato regionale all'Ambiente. Un salto nel tempo, tra il 2008 e la fine del 2009, prima che si concluda il procedimento. Poi e' necessario risolvere il contrasto con il Piano regolatore generale, che adesso giace a Palermo, all'Ufficio del Cru, il Comitato regionale per l'urbanistica, in attesa dell' ok definitivo. Il Prg approvato dal Consiglio comunale nell'aprile del 2005 cancella il Depuratore al Villaggio Peruzzo e lo trasferisce a Sant'Anna. Lo stesso Consiglio ha bocciato una variante proposta dall'allora sindaco, Aldo Piazza, per restituire il Depuratore al Villaggio Peruzzo. Adesso e' opportuno che sia ancora il Consiglio comunale a pronunciarsi, non solo per la variante al Parf in riferimento ai pennelli, ma anche per la collocazione definitiva del Depuratore. Ecco perche', alla fine della fiera, il sindaco, Marco Zambuto, ed il presidente del Consiglio comunale, Carmelo Callari, sono d'accordo. Al piu' presto sara' convocata una seduta straordinaria di Sala Sollano.
Quasi come se fossero rievocati i ''Vespri siciliani'', quando i siciliani si ribellarono ed insorsero contro l' oppressione e la dominazione dei francesi. O ancora, come se fossero rievocati i piu' recenti ''Fasci siciliani'', quando i contadini sfidarono i proprietari delle terre, i mafiosi e lo Stato che sfruttavano ed affamavano i lavoratori. A parte la storia, che e' sempre maestra di vita, perche' racconta il passato per capire il presente ed anche il futuro, la privatizzazione del servizio idrico in Sicilia rischia di provocare, ovviamente non per le ragioni dei Vespri e dei Fasci siciliani, la reazione dei cittadini e dei Comuni. Contro il dilagare della crisi idrica le prime avvisaglie di estrema tensione sono state le parole pronunciate dal sindaco di Bivona e deputato regionale del Partito Democratico, Giovanni Panepinto. '' Dichiaro guerra a Girgenti Acque, non consegneremo i nostri impianti idrici alla Societa' privata ''. Anche il sindaco di Santo Stefano di Quisquina fino all'aprile scorso, Salvatore Presti, poi candidato alle Regionali, aveva intenzione di trincerare le condotte del proprio paese. Adesso i Consiglieri comunali del Partito Democratico di Agrigento sollevano le barricate contro Girgenti Acque. Nello Hamel, Salvatore Lauricella ed Angela Galvano invitano il sindaco Marco Zambuto a rescindere il contratto con la Societa' per gravi inadempienze contrattuali che i tre consiglieri elencano una dopo l'altra. Hamel, Lauricella e Galvano plaudono ai Sindaci ed ai Consigli comunali che intendono fuoriuscire dall'Ato idrico, annunciano una petizione popolare, e sosterranno un eventuale referendum, gia' lanciato dal sindaco Panepinto, contro o a favore la privatizzazione del servizio idrico.

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