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    Ruoppolo Teleacras - Mannino non è mafioso

    Riposta
    Bestiacane

    per Bestiacane

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    Il servizio di Angelo Ruoppolo Teleacras Agrigento del 28 aprile 2009.Sei mesi dopo la sentenza d' Appello i Giudici di Palermo depositano le motivazioni che hanno assolto l'ex Ministro Dc, Calogero Mannino. Bocciati Pennino e Giuffrè (per il video seleziona Alta qualità cliccando su HQ in basso a destra dello schermo).
    Ecco il testo:
    Sono 131 pagine, ed in una i Giudici della Corte d'Appello di Palermo ricordano che Giovanni Brusca lo avrebbe ucciso, perchè lui, Calogero Mannino, è stato colpevole di contrastare Cosa nostra. Il 22 ottobre scorso la sentenza di assoluzione firmata dal presidente della seconda sezione della Corte dAppello, Claudio Dall'Acqua. Adesso, 6 mesi dopo, ecco le motivazioni che spiegano perchè Mannino non è stato colluso con la mafia. I Giudici scrivono testualmente che "non è stata acquisita prova certa, nè concretamente apprezzabile, del preteso sostegno politico - elettorale che Cosa nostra avrebbe assicurato a Mannino, e quindi risulta evanescente, dunque insussistente, il presunto patto politico - mafioso stipulato da Mannino con Gioacchino Pennino, e tramite Pennino con l'intera associazione mafiosa". Anzi, come ha dichiarato lo stesso Pennino, "i vertici di Cosa nostra non hanno mai manifestato alcun specifico interesse verso Mannino". I Giudici inoltre bocciano le dichiarazioni di Pennino, il cosiddetto "Buscetta della Politica" , come vaghe e generiche, e lo sono sempre state quando si è tentato di approfondirle. E così come Pennino anche Nino Giuffrè. Ed ancora, nonostante la nuova istruttoria dibattimentale, nel secondo processo d' Appello non sono emersi altri elementi di collusione all'associazione mafiosa. Anche in riferimento ai rapporti di Mannino con gli esattori Nino e Ignazio Salvo, i Giudici sentenziano che la condotta di Mannino, all'epoca assessore regionale alle Finanze, non è stata di favore rispetto ai due cugini. E così anche verso l'affare "Sitas" e contro la famiglia Caruana di Siculiana. Ed ancora, Mannino è giudicato estraneo al presunto "patto del tavolino", tra imprenditori, politici e mafiosi, e non è colpevole della sua amicizia con l'ex senatore Vincenzo Inzerillo, già a fianco di Leoluca Orlando e Sergio Mattarella all'epoca della "Primavera palermitana". Se le collusioni mafiose di Inzerillo non sono state note ad Orlando e Mattarella non vi è ragione per ipotizzare che lo siano state per Mannino.