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    Ruoppolo Teleacras - Blitz paralleli

    Riposta
    Bestiacane

    per Bestiacane

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    Il servizio di Angelo Ruoppolo Teleacras Agrigento del 26 settembre 2008. Sfruttamento dell'immigrazione clandestina e sequestro di persona: 3 arresti a Sciacca. Cocaina, un arresto a Caltanissetta ( per il video seleziona Alta qualità in basso a destra dello schermo).
    Ecco il testo:
    Una telefonata anonima da Roma ai Carabinieri di Agrigento. "Ascoltate, in una città di mare della provincia di Agrigento alcuni extracomunitari segregano in casa altri clandestini, indagate". I militari della Compagnia di Agrigento, capitanati da Giuseppe Asti, hanno pensato a Porto Empedocle. Hanno cercato ma non hanno trovato, ed hanno brancolato nel buio. Poi ancora uno squillo al centralino della caserma del Comando provinciale. "Ascoltate, non si tratta di Porto Empedocle ma di Sciacca". Segnalazione fondata, riscontrata. Il cerchio dell'Arma si è stretto sempre di più, come un cappio al collo, intorno ad una presunta banda. Tre egiziani tra i 20 ed i 24 anni, loro, avrebbero sequestrato e segregato altri extracomunitari. Quasi come se fossero un'Agenzia di collocamento. I clandestini infatti sarebbero stati liberati e dirottati altrove dietro il pagamento di denaro, anche da parte dei familiari. Il blitz è stato fulminante. I Carabinieri di Agrigento e di Sciacca sono entrati scatenati dentro due appartamenti del centro storico. 10 clandestini palestinesi sono stati scoperti segregati, come in prigione. Un altro, l'11esimo, sarebbe stato liberato poco prima e dopo il pagamento di mille euro. I tre egiziani risponderanno di sequestro di persona e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Si tratta di Ragab El Sayed Saad, 22 anni. Ahmed Elghorab 24 anni. E Maher Hamed Mohamed Abore, 20 anni. L'inchiesta e stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Sciacca. E nel frattempo, i Poliziotti della Squadra mobile di Caltanissetta, agli ordini di Giovanni Giudice, hanno arrestato Massimo Cataldo Pinto, 40 anni, titolare di un deposito di bombole per ossigeno in contrada Niscima, intitolato "PintOssigeno". Dentro lo stabilimento Massimo Cataldo Pinto avrebbe nascosto 53 grammi di cocaina. Eccolo nella fotografia in onda: è un ovulo di cellophane di colore bianco, avvolto con del nastro adesivo. Il contenuto: più di mezzo etto di polvere bianca di ottima qualità. Poi ecco un altro involucro nascosto da Massimo Cataldo Pinto. Dentro sono stati pesati 32 grammi di mannite, che è la sostanza che si usa per il taglio della cocaina. Poi ancora una cannuccia in plastica di colore azzurro, che serve per preparare la pista di neve bianca e sciarci sopra sniffandola. Poi un bilancino di precisione.