Ruoppolo Teleacras - Il patto commerciale

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Il servizio di Angelo Ruoppolo Teleacras Agrigento del 20 gennaio 2009. Il Centro commerciale di Villabate. Il patto tra mafia, impresa e politica. Il pentito Campanella. La sentenza del Tribunale di Palermo. Il commento di Messineo ( per il video seleziona Alta qualità in basso a destra dello schermo ).
Ecco il testo:
Il progetto di un imprenditore di Roma, Paolo Pierfrancesco Marussig. Un Centro commerciale a Villabate, in provincia di Palermo, dove non si muove foglia se non soffia il boss Nicola Mandalà, fedelissimo a Bernardo Provenzano. La trattativa ed il patto. La famiglia mafiosa di Villabate assicura: "i proprietari venderanno i terreni dove costruire il Centro, ed il Comune modificherà il Piano regolatore". In cambio la mafia pretende la scelta del 30 per cento delle imprese che costruiranno l' Ipermercato e che gestiranno i negozi, ed il 20 per cento dei dipendenti da assumere. Ai vertici del Comune di Villabate sarebbe stata pagata una tangente di 300 milioni delle vecchie lire, almeno secondo le intenzioni. In verità sarebbero stati pagati solo 25 mila euro, ed il collettore della tangente sarebbe stato il Presidente del Consiglio comunale, Francesco Campanella, anche lui uomo di Provenzano, poi pentito. Adesso i giudici della quinta sezione penale del Tribunale di Palermo, presieduta da Maria Patrizia Spina, hanno emesso la sentenza nell'ambito del processo cosiddetto "Villabate". 10 anni di reclusione per Giovanni La Mantia, accusato di associazione mafiosa perchè sarebbe affiliato al clan di Ciaculli, alleato con la famiglia di Villabate. 8 anni e 6 mesi per l'ex sindaco di Villabate, Lorenzo Carandino, in carica tra il 2001 ed il 2003, e che risponde di concorso in associazione mafiosa. Poi 7 anni per Pierfrancesco Marussig, accusato di corruzione aggravata dall'avere favorito la mafia, e titolare della Asset Development, che è l'impresa titolare del progetto. 4 anni per corruzione semplice al socio di Marussig, Giuseppe Daghino. Due architetti sono stati accusati di concorso esterno all'associazione mafiosa perchè avrebbero trattato con i proprietari del terreno dove sarebbe stato costruito il Centro commerciale: 8 anni per Rocco Aluzzo, e 7 anni per Antonio Borsellino. 4 anni e 6 mesi, infine, sono stati inflitti all'ex sindaco di Catania, Francesco Lo Presti, imputato di riciclaggio perchè, come titolare di una Societa maltese di innovazione tecnologica, avrebbe incassato la tangente come prezzo di una consulenza per la società di Marussig, e poi l'avrebbe consegnata ai destinatari. I pubblici ministeri, loro, Nino Di Matteo e Lia Sava. Le indagini. Il contributo dei pentiti Mario Cusimano e Francesco Campanella che ha raccontato: "un Consigliere dei Democratici di sinistra non avrebbe votato la variante al Piano regolatore per costruire il Centro commerciale. Poi è stato convinto da Roma, grazie a Marussig che ha contattato Walter Veltroni, suo amico d'infanzia" . Ecco perchè in aula ha deposto anche Walter Veltroni, che però ha negato tutto. L'affare del Centro di Villabate è precipitato nelle sabbie mobili della burocrazia della Regione quando un'altra famiglia mafiosa, i Guttadauro di Brancaccio, hanno presentato il progetto di un altro Centro commerciale vicino a Villabate. "E' una sentenza importante - commenta il Procuratore di Palermo, Francesco Messineo - perchè, tra l'altro, conferma e consolida la configurabilità del reato di concorso esterno all' associazione mafiosa".

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