Pescatori vietnamiti arrestati, tensione tra Hanoi e Pechino. Vietnam e Cna si contendono sovranità delle isole Spratly

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Hanoi (Vietnam), (TMNews) - "Sono stato detenuto in Cina per 49 giorni. Nella cella non c'era nemmeno la toilette e il cibo era scarsissimo. Poi mi hanno tolto tutto, compresa la barca". A parlare è Tran Hien, un pescatore vietnamita, come tanti altri, è vittima di una disputa internazionale. Nel mar della Cina diversi Paesi, tra cui Vietnam, Cina e Filippine, si contendono le isole Spratly, ricche di pesci e di idrocarburi, di cui ognuno rivendica la sovranità. Da diverse generazioni i vietnamiti dell'isola di Ly Son affrontano i tifoni e i pericoli del mare per portare a casa del pesce. Ormai sono però esposti non solo alla furia del mare ma anche al controllo delle pattuglie navali cinesi che incrociano da quelle parti per ribadire la loro sovranità."In quella zona contesa ci sono molti pesci - dice un altro pescatore - noi andiamo lì per sfruttare le ricche risorse ittiche ma anche per proteggere la nostra sovranità".Hanoi accusa Pechino di aver arrestato centinaia di pescatori negli ultimi anni. Essere detenuti è il peggior incubo per i pescatori, perchè questo significa perdere giornate di lavoro. "La pesca è la nostra unica risorsa - dicono - proteggeremo la sovranità su questo territorio e continueremo a pescare".(immagini Afp)

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