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    Ruoppolo Teleacras - Operazione "Minotaurus"

    Riposta
    Bestiacane

    per Bestiacane

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    Il servizio di Angelo Ruoppolo del 9 giugno 2009. Tangenti a proprietari terrieri, danneggiamenti ed estorsioni. Blitz della Squadra mobile di Caltanissetta. 5 arresti. In manette 2 canicattinesi (per il video seleziona Alta qualità cliccando su HQ in basso a destra dello schermo).
    Ecco il testo:
    Tangenti imposte spietatamente ai proprietari terrieri. Estorsioni a tappeto. E danneggiamenti. Ferocia e spregiudicatezza. Ecco perchè il blitz è stato intitolato "Minotaurus" , il mito greco, metà uomo e metà toro, crudele e malvagio. 5 arresti della Squadra mobile di Caltanissetta, agli ordini di Giovanni Giudice, e del Commissariato di Niscemi, capitanato da Gaetano Cravana. Le manette sono scattate ai polsi di due agrigentini, Arcangelo Ottavario, 78 anni, di Canicattì, pregiudicato, detenuto ai domiciliari, ed il figlio, Gioacchino Ottavario, 36 anni, incensurato, adesso in carcere insieme a Flavio Laudani, 24 anni, di Mascalucia, pregiudicato, Alessandro Lanzafame, 30 anni, anche lui di Mascalucia e pregiudicato così come Benito Alberto Privitera, 21 anni, di Nicolosi, in provincia di Catania. Da Caltanissetta verso Niscemi, dove nel corso degli ultimi anni si è scatenata una escalation di danneggiamenti a danno, soprattutto, di possidenti di terreni. Le indagini, coordinate dal Procuratore capo di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano, tra intercettazioni ambientali e riscontri sul territorio. E non solo. Uno degli imprenditori presunto vessato dalle estorsioni è stato più coraggioso degli altri ed ha denunciato il racket. Infatti, lui, l' imprenditore, 20 anni addietro ha comprato un terreno ad un' asta giudiziaria del Tribunale di Gela. Ed i 5 arrestati oggi gli avrebbero imposto una tangente di 170mila euro. I primi proprietari dello stesso terreno, prima della confisca e dell' asta, sono stati i canicattinesi Arcangelo e Gioacchino Ottavario. E loro due avrebbero preteso la somma come risarcimento del danno subito. Pressioni e minacce di morte, tramite i 3 catanesi arrestati, ed anche ricorrendo al boss di Gela, Carmelo Barbieri, adesso pentito, che ha confermato il suo impegno come mediatore. Peraltro, i due Ottavario avrebbero in passato truffato altri niscemesi firmando dei compromessi di vendita di terreni già confiscati, incassando le caparre e poi pretendendo le tangenti.