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    Ruoppolo Teleacras - Tendaman alla riscossa

    Riposta
    Bestiacane

    per Bestiacane

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    Il servizio editoriale di Angelo Ruoppolo Teleacras Agrigento del 20 febbraio 2010. Il Presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, ancora in tenda per protesta, inseguendo l' aeroporto contro tutti e tutto. Ma chi ?
    Ecco il testo:
    Il presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, dentro la tenda.
    Eugenio D'Orsi non è alluvionato, nè franato e nemmeno terremotato. Fuori non piove, nessun crollo o scossa sismica.
    Lui, D'Orsi, però, tuona, si movimenta e si spacca di rabbia.
    La testa di D'Orsi sotto la tenda, bella e confortevole come le tende di Bertolaso.
    Ed il dito del Presidente puntato fuori la tenda verso e contro tutti e tutto, maledicendo e ruotando il dito a 360 gradi, nessuno escluso.
    Ma contro chi?
    Eugenio D'Orsi come quello che è buono e gli tirano le pietre. E' cattivo e gli tirano le pietre. Qualunque cosa fa, dovunque se ne va, sempre pietre in faccia prenderà.
    Ma chi gliele tira le pietre?
    L'aeroporto di Agrigento. I 10 anni dell' Azienda Aeroporto Valle dei Templi. I milioni di euro spesi solo per il progetto. Poi bocciato.
    Adesso l'avvento di Eugenio D'Orsi, il tenda man, l'uomo della svolta, sì, la svolta uscendo dal portone del Palazzo della Provincia a destra nella tenda.
    Ricordiamo in rapida sintesi i suoi interventi:
    "il progetto e pronto. Ok da Palermo, nel Piano regionale dei Trasporti. Sono stato a Roma. Da Matteoli. Poi da Alfano. Poi anche da Vito Riggio. Ok. Grazie a tutti, ed in particolare al presidente Lombardo ed all' assessore Di Mauro (chissà perchè proprio a loro due) . Poi, nel 2012 cementeremo la prima pietra".
    Adesso le pietre gliele hanno tirate contro, lui si è rifugiato dentro la tenda, e sfoga la sua rabbia.
    Per colpa di chi ? Come canterebbe Zucchero Fornaciari.
    Poi il Presidente tenta di correggere il tiro, perchè forse si è accorto di sparare fuori bersaglio, quindi a vuoto. Ed allora D'Orsi mira contro la mafia.
    Chi? Sì, la mafia.
    "La mafia di Palermo e di Catania non vuole l' aeroporto ad Agrigento" . Ecco le parole del Presidente della Provincia regionale di Agrigento, che tradotte secondo un logico sillogismo da scuola media inferiore, significano: "la mafia di Palermo e di Catania è corruttrice dell' Enac e del Ministero dei Trasporti, tanto da indurre e costringere Riggio e Matteoli ad ostacolare ed insabbiare il progetto dell' aeroporto ad Agrigento a vantaggio di altri siti, forse Gela".
    Chissà cosa penserebbe il Procuratore di Firenze, Quattrocchi, se ascoltasse le parole di D'Orsi, che spara in aria, sapendo ( o non lo sa ? ) di non colpire nessuno.
    Le Forze dell' Ordine sparano in aria per intimidire. Quando invece il Politico spara in aria a chi intimidisce?
    Ebbene, il buon Salvatore Moncada insegna, e non è il primo, che le parole lanciate al vento, anche da dentro una tenda, si dissolvono come la schiuma di un' onda che muore sulla sabbia.
    Moncada si presenta alla Magistratura, che è un Organo pagato dai cittadini ed a servizio dei cittadini, e scrive nero su bianco. Lui, Moncada, anche lui spesso costretto a lottare contro i mulini a vento, e lui di vento se ne intende, non ha mai pensato di arrampicarsi per protesta ad una pala eolica.
    Moncada prima si è dimesso dall' Esecutivo di ConfIndustria. Poi ha bussato alla porta della Dda di Palermo. Adesso rilancia e medita la scalata ai vertici di ConfIndustria. Nel frattempo lavora.
    Dunque, Eugenio D'Orsi incontri ancora gli amici suoi. A Palermo e Roma. Ottenga risposte concrete, definitive e, soprattutto, argomentate.
    Poi rientri ad Agrigento.
    Se è sì, festeggi, e la città e la provincia insieme a lui.
    Se è no, dichiari alla città ed alla provincia per colpa di chi, come e perchè, consegnando alla storia ed all' ardua sentenza dei posteri i colpevoli.
    Anche scrivendo i loro nomi su di una lastra di marmo nell' atrio della Provincia, a perenne memoria e vergogna.
    Magari con una epigrafe del tipo: "loro hanno potuto ma non hanno voluto. Io volli, fortissimamente volli, ma non potei. Ecco perchè mi sono dimesso" .
    Prima di tutto ciò però D'Orsi sgonfi la tenda ed il pallone delle parole al vento gonfiato sotto il Palazzo della Provincia.
    Altrimenti una pioggia di risate lo seppellirà. Davvero un alluvione, e lui davvero alluvionato.