Il Libano sotto choc dopo l'autobomba che ha fatto otto morti. L'opposizione mette sotto accusa il regime siriano

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Beirut (TMNews) - Libano sotto choc di fronte agli spettri più inquietanti del suo passato. L'attentato con un'autobomba costato la vita al capo dell'intelligence della polizia libanese a Beirut ha provocato 8 morti e 86 feriti, facendo rimpiombare il Paese nelle atmosfere dei giorni più drammatici della guerra civile che dilaniò il paese tra il 1975 e il 1990. "Ora dobbiamo aspettarci il peggio", è il parere unanime della stampa nazionale."L'unica cosa che chiediamo alle autorità è di proteggerci, ma chi è in grado di farlo? Passavo di qua perché avevo un appuntamento dall'oculista, potevo non tornarne più a casa".Dopo l'attentato, è cominciato subito il rimpallo delle responsabilità. C'è chi punta il dito contro la Siria, ricordando che il generale Wissam al Hassan era la punta di diamante contro il regime siriano, visto il suo ruolo di inquirente in numerosi inchieste sugli attentati che hanno scosso il Libano sin dal 2005 e per i quali aveva accusato senza mezzi termini il regime di Damasco.Dal canto suo, l'Iran ha accusato Israele di essere dietro l'agguato che l'opposizione libanese attribuisce alla Siria di Assad, fedele alleato di Teheran.Il Libano trema, ricordando gli orrori sin troppo recenti di un passato che non passa.(Immagini Afp)

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