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    Ruoppolo Teleacras - Operazione Golem 2

    Riposta
    Bestiacane

    per Bestiacane

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    I servizi di Angelo Ruoppolo Teleacras Agrigento ( http://www.facebook.com/home.php?#!/pages/Angelo-Ruoppolo/40129859538 ) del 15 e 16 marzo 2010. Operazione antimafia "Golem 2". Terra bruciata intorno al superlatitante e numero 1 di Cosa nostra in Sicilia, Matteo Messina Denaro.
    Ecco i testi:
    Il 16 giugno del 2009 la "Golem 1". Oggi il secondo blitz . 19 manette contro la presunta rete che ha incastrato e nascosto il boss Matteo Messina Denaro. In carcere i fiancheggiatori che avrebbero favorito la latitanza di "Diabolik" , ricercato da quasi 17 anni, dal 2 giugno del 1993, per omicidi e stragi. E' stata ancora l' operazione "Golem" , dal nome dell' immaginario gigante, servo, forte ed ubbidiente, e quindi favoreggiatore. Gli arresti hanno sgominato il presunto servizio postale del superlatitante. Parenti e amici che da almeno 14 anni sarebbero stati impegnati nella corrispondenza del padrino. Infatti, tra gli indagati vi sarebbero i postini di Messina Denaro, ed alcuni pizzini sono stati intercettati durante il viaggio tra mittente e destinatario. Sequestrate alcune aziende del settore della ristorazione e della distribuzione alimentare, perchè, per sfuggire alle confische, sarebbero state intestate a prestanome di familiari di Matteo Messina Denaro e ad affiliati al clan del numero 1 di Cosa nostra. Appalti ed estorsioni, a tappeto nel trapanese, come il pizzo per la costruzione dell' acquedotto "Bresciana" o per le opere di completamento del Polo tecnologico integrato in contrada Airone a Castelvetrano. In carcere il fratello del boss, Salvatore Messina Denaro. Poi Maurizio Arimondi, Raffaele Arimondi, Calogero Cangemi, Lorenzo Catalanotto, Tonino Catania, Andrea Craparotta, Giovanni Filardo, Matteo Filardo, Leonardo Ippolito, Marco Manzo, Nicolò Nicolosi, Vincenzo Panicola, Giovanni Risalvato, Filippo Sammartano, Salvatore Sciacca e Giovanni Stallone. Ai domiciliari Antonino Marotta, 83 anni, indicato come il decano della mafia trapanese. Marotta è stato arrestato più volte, e sarebbe stato un componente della banda di Salvatore Giuliano. Infatti, in alcune foto Antonino Marotta è insieme al bandito di Montelepre, ucciso il 5 luglio del 1950 proprio a Castelvetrano.

    "Noi non riconosciamo nessuno. Siamo in rapporti con tutti. Siamo a disposizione di chi ha bisogno, ma per altre cose non riconosciamo nessuno". Parole di Matteo Messina Denaro. 48 anni di età. Latitante da 17. Piglio da leader ed ultimo capo carismatico di Cosa nostra siciliana. Le Procure di Palermo e Trapani non dubitano: "Diabolik ha esteso il suo potere anche nel palermitano, svuotato da Rotolo, Lo Piccolo, Raccuglia e Nicchi". L' operazione "Golem 2" smantella la rete del servizio postale e dei fiancheggiatori dei boss. Raffica anche contro i colonnelli, come il fratello Salvatore Messina Denaro, che nelle conversazioni intercettate tra gli affiliati è definito: "un cristianu giustu, come il padre, don Ciccio" . Quando il 17 luglio del 2006 è arrestato lui, Filippo Guttadauro, cognato di Matteo Messina Denaro, è il fratello Salvatore, fuori dal carcere il 15 agosto, ad assumere il comando del mandamento. Una rapida successione, nel segno della continuità. Salvatore Messina Denaro è sorvegliato speciale ma organizza summit, alcuni anche in spiaggia, per non insospettire. Appalti, estorsioni, ed anche attentati, non solo per minacciare. Ad esempio, la villa al mare dell' ex consigliere comunale di Castelvetrano, Pasquale Calamia, è incendiata dopo il suo appello allo Stato affinchè Castelvetrano non fosse ricordata solo come il paese natale di Matteo Messina Denaro, ma anche come il luogo del suo arresto . Tra le pagine dell' inchiesta un capitolo è riservato all' ex sindaco di Castelvetrano, Antonino Vaccarino, il re del doppio gioco. Lui, Vaccarino, ex insegnante di Salvatore Messina Denaro, ha scambiato lettere con Matteo Messina Denaro. Ed il boss ha soprannominato Vaccarino "Svetonio" , per evitare che fosse identificato. Nel frattempo, però, Vaccarino "Svetonio" riferisce tutti i particolari dei suoi contatti con Messina Denaro ai Servizi Segreti. Quando il tradimento di Vaccarino fu di dominio pubblico, i mafiosi hanno commentato : "è un morto che cammina" .