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    Etica ed economia, i commercialisti: rapporto difficile ma vitale. A Milano un convegno dell'Odcec suk tema delle regole

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    askanews

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    Milano (TMNews) - Etica ed economia, in periodo di crisi che è finanziaria, ma anche morale, sono temi cruciali per il dibattito pubblico e la loro relazione, spesso problematica, è stata al centro del convegno "Economia, finanza, informazione ed etica degli affari: ruoli per il professionista", organizzato dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano. Tra i relatori, l'ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo. "Sotto una serie di profili - ci ha detto - nel nostro Paese oggi abbiamo un problema grosso, prima ancora della relazione con l'economia, che sta nella relazione con le regole in generale".Regole che i commercialisti milanesi vogliono riportare anche all'interno degli ordini, per un rilancio della deontologia professionale, come spiega il presidente dell'Ordine Alessandro Solidoro. "Chi infrange una regola di deontologia - ci ha spiegato - non necessariamente compie un reato, ma si pone con i suoi comportamenti in una posizione che la stessa classe cui appartiene considera sanzionabili".La crisi, comunque, può rappresentare anche un momento di opportunità. L'avvocato Umberto Ambrosoli. "Io non ho in mente crisi - ha detto il legale - che abbiano comportato solo cose negative, mi sembra che l'etimologia stessa della parola ci dica che dobbiamo guardare alla dimensione positiva di questo momento e di ragioni ne abbiamo parecchie".E tra queste c'è l'impegno per il ritorno in primo piano dell'etica. Si deve fare in modo che i comportamenti etici - ha concluso Solidoro - siano incentivati, ovverosia siano semplificati. Si deve fare che le norme che descrivono un professionista corretto siano facilmente applicabili, intuitive e possibilmente non costino un ulteriore aggravio di burocrazia. I comportamenti corretti devono essere la norma, non l'eccezione".