Videogiochi di guerra, suggestione di massa per le nuove reclute. Ma l'Armée francese mette in guardia: la guerra è un'altra cosa

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askanews
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Parigi (TMNews) - Natale si avvicina e i produttori di videogiochi affilano le armi. Gli appassionati attendono con ansia i nuovi episodi dei giochi di guerra di maggior successo.Lo scenario di fondo è quasi sempre lo stesso: chi gioca impersona il ruolo di un incursore superaddestrato incaricato di eliminare cellule terroriste all'interno di un quadro di agguati e combattimenti sempre più vicino alla realtà. Per questo, alcuni studi di elaborazione non esitano a contattare le forze armate statunitensi per suggerimenti e consigli. Elisabetta Silli, designer di videogiochi alla Electronics Arts, spiega."Per noi è un onore lavorare con i militari e ci sforziamo di mostrarne il lato umano e quanto vivono nelle loro esperienze di combattimento".Offrire un'immagine positiva delle forze militari è un'arma di comunicazione di massa cui sembra essere molto sensibile l'esercito Usa che spesso s'ispira a queste suggestioni per le campagne di reclutamento. In Europa l'approccio è molto diverso.La sezione reclutamento dell'esercito francese rifiuta ogni collegamento tra i videogiochi di guerra e l'arruolamento, ritenendo che possano addirittura esercitare un pessimo influsso sulle giovani reclute."A differenza dei nostri colleghi americani, non cerchiamo di vendere una vita avventurosa sfruttando la leva dei videogiochi - sottolinea il generale Beno t Royal - Al contrario. Chiariamo subito: fate attenzione, non mettetevi in testa che la vera vita militare è quella che avete visto al computer".L'esercito francese non transige. I suoi codici e i suoi valori son mille miglia lontano dalle scene virtuali dei videogiochi mentre la guerra, quella vera, è molto meno divertente nella realtà. Parola di chi la conosce bene.(Immagini Afp)

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