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Sequestri 2.0, riscatto per i dati rubati: è il "ransomware". Rapitori-hacker trafugano dati dai Pc chiedendo in cambio denaro

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Washington (TMNews) - Una volta i banditi, almeno al cinema, erano visti come gli incappucciati della Setta del Torchio in "Totò, Peppino e i fuorilegge", rapitori (finti) di mariti da rilasciare in cambio di un riscatto. Oggi la figura del rapitore si fa anche virtuale: i banditi 2.0 sequestrano dati, codici e password dai computer delle vittime, chiedendo denaro in cambio della loro restituzione. Si chiama "ransomware"; Steve Merrifield, un commerciante americano di articoli sportivi ne è stato vittima: all'improvviso si è visto sparire dal computer tutti i dati relativi alla sua attività, gli sarebbero stati restituiti solo con il versamento di 3mila dollari più altri mille per ogni settimana di ritardo nel pagamento. "Ti senti una vittima impotente - ammette Steve - completamente privo di ogni forma d'aiuto".Il ransomware si sta diffondendo tantissimo, tanto che l'Fbi ha lanciato un allarme contro i ladri di dati."È una forma di malware tra le più distruttive - spiega Bruce Snell della ditta di antivirus McAfee - può crittografare i file e se non si paga li si può eliminare con un semplice click".I Rapitori-hacker spesso lavorano all'estero e rintracciarli è davvero difficile e dispendioso. Pagare, d'altronde, non è una buona alternativa, perché si alimenterebbe questa attività illecita. Così, a chi cade vittima di un ransomware, per ora si consiglia di non pagare e di lasciar perdere, rassegnandosi all'idea di aver perso per sempre i propri dati.