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    Edilizia in crisi: Ance e altre associazioni chiedono un incontro con la Provincia

    Riposta
    altarimini

    per altarimini

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    Nota Stampa:

    Da tempo le associazioni di categoria del territorio (Ance Rimini, CNA, Confartigianato, Confcooperative, Legacooperative) si sono messe in campo per segnalare alle pubbliche amministrazioni e all'opinione pubblica il grave stato del settore delle costruzioni.
    Come Stati Generali dell'Edilizia (costituiti da Associazioni di Categoria, Ordini Professionali e Sindacati) sono state organizzate conferenze stampa e sono stati realizzati singoli incontri con i sindaci dei comuni riminesi, fino all'ultimo summit che si è tenuto nel mese di luglio presso la sede della Provincia di Rimini con il Presidente Stefano Vitali e la maggior parte dei sindaci del territorio.
    Purtroppo si deve constatare che nonostante l'ascolto da parte delle pubbliche amministrazioni, non ci sono stati gli atti conseguenti necessari a migliorare la situazione che sta provocando la morte dell'edilizia riminese. Un settore, lo ricordiamo, che riguarda un indotto di vasta portata.
    Le notizie pubblicate recentemente dalla stampa confermano che il numero delle aziende fallite e che stanno fallendo, è in continuo aumento. Alla fine di agosto 2012 (dati studio Skema) le procedure avviate per i fallimenti di altrettante imprese erano già 47 e 5 le proposte di concordato per la chiusura preventiva, per un totale di 52. Quasi un terzo delle istanze di fallimento depositate fino a oggi al tribunale di Rimini riguarda il settore edilizio, tra imprese costruttrici e immobiliari. Si presume che il 2012 si chiuderà con un numero di fallimenti superiore al record del 2010, quando ci furono 66 fallimenti e 3 concordati.
    A confermare la situazione anche i numeri della Camera di Commercio di Rimini, secondo i quali nel primo semestre 2012 le imprese edili che hanno cessato l'attività sono state 308 (+7,3%) contro le 287 dello stesso periodo del 2011.
    Secondo i dati della Cassa Mutua Edile le aziende iscritte nel periodo aprile-giugno 2012 erano 450 contro le 515 dello stesso periodo del 2011 e le 620 dello stesso trimestre del 2008 ( -27,42%). 2.494 i lavoratori iscritti nel 2012 (periodo aprile-giugno) contro i 2.683 del 2011 e i 3.267 del 2008 (- 773 lavoratori pari al - 23,66%).
    Pertanto Ance Rimini, CNA, Confartigianato, Confcooperative, Legacooperative chiedono un incontro immediato con tutti i sindaci della provincia, a partire dal capoluogo Rimini, affinché, per potere salvare almeno le aziende ancora esistenti, si adoperino su alcuni interventi specifici, rispetto a quello fatto fino ad ora, con RISPOSTE CONCRETE ED IMMEDIATE.
    Fra gli interventi necessari si citano:
    1 Permettere realmente e da subito l'avvio della Rigenerazione Urbana e quindi l'autorizzazione di opere necessarie per la riqualificazione del patrimonio urbanistico esistente sia sotto profilo energetico sia sotto quello della sicurezza sismica.
    2 "Tirare fuori dai cassetti" le opere pubbliche già cantierabili pensando in particolare alle piccole-medie imprese locali affinché abbiano la reale possibilità di partecipare agli appalti.
    3 Sbloccare tutte le procedure autorizzative urbanistiche e relative agli interventi diretti
    per permettere di investire a chi vuole e ne ha ancora la possibilità di farlo.
    4 Pagare i crediti che le imprese vantano nei confronti delle pubbliche amministrazioni superando, ove possibile, il Patto di Stabilità o utilizzando quanto previsto dai decreti riguardanti la certificazione del credito.
    5 Dare un reale segnale di sburocratizzazione perché gli uffici della pubblica amministrazione continuano ad essere appesantiti da una burocrazia ingessata ed imprese, professionisti e cittadini sono costretti a subire tempistiche lunghissime ed inaccettabili.