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    Capogrossi dal figurativo all'astratto, una mostra a Venezia. Al Peggy Guggenheim fino a febbraio 70 opere del pittore

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    askanews

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    Venezia (Tmnews) - Il segno inconfondibile di Giuseppe Capogrossi in una mostra al museo Peggy Guggenheim di Venezia fino a febbraio. Luca Massimo Barbero ha curato la rassegna dedicata a uno dei protagonisti assoluti della scena pittorica del secondo dopoguerra del Novecento."Poter ricostruire dagli anni '30 fino ai '70 la carriera e la visione straordinaria di Capogrossi è un fatto unico non solo per l'Italia", ha detto Barbero. La mostra si snoda tra le pareti buie che racchiudono il periodofigurativo del maestro negli anni '30 per poi sfociare con unochoc luminoso nell'informale del segno che caratterizza lapoetica successiva di Capogrossi. Oltre settanta opere, tra dipinti e lavori su carta, rintracciate dopo lunghe ricerche in collezioni private eimportanti musei di tutto il mondo.Capogrossi, dopo aver fondato la scuola romana, si trasferisce in Francia, dove la sua pittura, da figurativa si fa sempre più astratta e geometrica."Quando arrivano i quadri degli anni '50 è veramente uno choc, lo stesso choc che hanno avuto i giornalisti e i critici dell'epoca".