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    Ruoppolo Teleacras - Un boss sotto stress

    Bestiacane

    per Bestiacane

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    Il servizio di Angelo Ruoppolo ( http://www.facebook.com/pages/Angelo-Ruoppolo/40129859538?ref=search ) Teleacras Agrigento del 28 luglio 2011. Pentiti di mafia sull' orlo di una crisi di nervi. Contro l' indifferenza dello Stato. I casi Di Maio, Mannoia, Pasta e Spatuzza. L' intervento dei magistrati Ingroia e Paci.
    Ecco il testo :
    Spesso il cinema ha anticipato la storia, e cosi' e' stato. Infatti, ad esempio, ricordate il film del 2003, "Un boss sotto stress". Robert De Niro, boss e mafioso, sull' orlo di una crisi di nervi, in terapia, da un suo medico di fiducia. Adesso in Sicilia, l' estate 2011 e' la stagione dei boss sotto stress. E non sono pero' solo difficolta' psicologiche. I mafiosi preda dell' ansia e della depressione sono alcuni pentiti, che denunciano indifferenza da parte dello Stato. Venerdi' scorso, 22 luglio, si e' impiccato in cella Luigi Di Maio, ex esattore del pizzo. Sabato ha tentato di uccidersi con un cocktail di farmaci Francesco Marino Mannoia, inteso "Mozzarella", tra i pentiti storici della mafia. Altri pentiti invece, anziche' gesti estremi, hanno sfogato il proprio disagio, quasi come una catarsi, ed hanno parlato nelle aule dei tribunali. Ad esempio, Maurizio Spataro, Francesco Briguglio e Gaspare Spatuzza, che hanno rivelato : "le parcelle per i nostri avvocati non sono pagate da mesi dal Servizio centrale di protezione, a danno del nostro diritto di difesa". Meno soldi, anche per il mantenimento. Ad esempio, cosi' racconta il procuratore aggiunto, Antonio Ingroia : "Francesco Marino Mannoia e' costretto a vivere con 1000 euro al mese, e ha un figlio malato a carico". E lo stesso Ingroia rilancia : "vi e' la mancanza di una volonta' politica ad occuparsi dei collaboratori". Un altro ex mafioso, lui, Manuel Pasta, in un processo ha dichiarato : "non ricevo da mesi l'assegno di mantenimento, e ho rischiato piu' volte di non avere i soldi per comprare il latte alle mie bambine". Lo stato di tensione e' alimentato da lui, Gaetano Paci, altro magistrato, come Ingroia, in prima linea a Palermo nella lotta alla mafia, che rincara la dose : "anche l' inserimento nel mondo del lavoro, dopo avere scontato la condanna, e' un percorso difficile, tra ritardi e ostacoli burocratici. E non e' solo un problema economico. Si tratta di persone da aiutare anche psicologicamente. Ad esempio, Di Maio e' stato lasciato solo dai familiari, e aveva necessita' di essere aiutato. La sua morte e' una sconfitta dello Stato che con la sua assenza favorisce la legittimazione sociale di cui gode Cosa nostra". In conclusione, paradossalmente, il suicidio di Luigi Di Maio rievoca una regola di Cosa nostra, che ti insegnano quando ti pungono il dito e hai la santina tra le mani che brucia : "dalla mafia non si puo' uscire se non con la morte".