Ruoppolo Teleacras - Il polso di Cosa nostra

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Il servizio di Angelo Ruoppolo ( http://www.facebook.com/pages/Angelo-Ruoppolo/40129859538?ref=search ) Teleacras Agrigento del 9 agosto 2011. Lo stato di salute di Cosa nostra agrigentina. Si intrecciano le relazioni della Direzione investigativa e della Commissione antimafia. Organizzazione e affari.
Ecco il testo :
Forse e' una piovra senza piu' testa, ma i tentacoli, capaci di svilupparla, sono sempre allacciati. Infatti, in prima linea non vi sono capi riconosciuti come tali, ma sotto traccia il fermento garantisce la sopravvivenza. Solo nella provincia di Trapani il capo indiscusso e' Matteo Messina Denaro. A Palermo invece non sono emerse ancora personalita' accolte da tutti. E cosi' anche in provincia di Agrigento dove, dopo gli arresti di Giuseppe Falsone e Gerlandino Messina, gli osservatori rilevano poca qualita' e attitudine al comando. Le relazioni della Commissione nazionale e della Direzione investigativa antimafia si intrecciano, e disegnano la provincia di Agrigento divisa nei mandamenti di Porto Empedocle, della Quisquina, Casteltermini, Ravanusa, Sambuca di Sicilia e Ribera. Nel palermitano si teme una faida tra Partinico e la Valle dello Jato, gia' territorio di Raccuglia e Vitale. Nell'agrigentino, dopo il rischio di uno scontro armato tra Falsone e Di Gati, risalente al 2003 e 2004, non si prospetta sangue ma ancora, come prima ed anche piu', coltivazione degli affari. Le estorsioni mirano ad assicurare liquidita' per i detenuti e per le necessita' immediate e, soprattutto, per mantenere la presenza nel territorio, elemento vitale indispensabile per Cosa nostra. Poi, imprese e lavori pubblici sono il business privilegiato e piu' redditizio. Le famiglie della zona dove sono in corso lavori tentano di gestire gli appalti gia' durante l'allestimento dei cantieri. Prima con la ''messa a posto'', ossia il pagamento di una percentuale sull' importo, mediamente il 3 per cento lordo. E poi con i subappalti di opere, forniture e assunzione di personale. Positiva e' la reazione della societa' civile. Gli esempi di ConfIndustria, ConfCommercio, o di associazioni, come "Addio Pizzo" o "Libero Futuro". Decine di imprenditori e commercianti che non pagano piu', a fronte pero' di tanti altri che pagano ancora o che subiscono le infiltrazioni, segnando cosi' l'ago della bilancia della lotta alla mafia.

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