Ruoppolo Teleacras - Riina e l'inchiesta D'Amelio

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Il servizio di Angelo Ruoppolo ( http://www.facebook.com/pages/Angelo-Ruoppolo/40129859538?ref=search ) Teleacras Agrigento del 13 marzo 2012.
Tra le pagine dell'inchiesta sulla strage di Via D' Amelio, frutto delle dichiarazioni di Spatuzza, anche gli interrogatori di Riina. Le chicche del Capo dei Capi.
Ecco il testo :
Anche due interrogatori di Salvatore Riina, nel 2009 e nel 2010, sono adesso agli atti dell' inchiesta che ha sconfessato 20 anni di indagini sulla strage di Via D'Amelio contro il giudice Paolo Borsellino. E' il frutto, soprattutto, delle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, e Toto' Riina, alla domanda dei magistrati su Spatuzza, risponde : un balordo, non gli credete, e' un povero balordo. Poi, altri interrogativi : Provenzano, uno scrittore. I Ciancimino, degli infami. I magistrati sono incuriositi da quanto dichiarato dall' avvocato Luca Cianferoni, che e' il difensore di Riina, e secondo cui, in confidenza, Riina gli avrebbe rivelato dell' intervento di altri nella strage di via D'Amelio. Infatti, Riina risponde cosi' : " io non sono stato soggetto ma oggetto della trattativa. Sono stato venduto e a parere mio non e' stato Di Maggio. Non credo al fatto che l'onorevole Violante possa essere stato contattato nel corso della trattativa. Era un giudice tedesco, quindi non contattabile. C'e' stato qualcuno che mi ha venduto, ma non e' certo Di Maggio. Il Ministro Nicola Mancino ha detto che mi avrebbero arrestato e cosi' e' stato. Io penso che Di Maggio non e' stato, poi potrebbe essere stato anche lui. Mancino sapeva che sarei stato catturato, e, dunque, era parte di questa trattativa per il mio arresto". I magistrati ascoltano e incalzano il Capo dei Capi sui Ciancimino. E su loro Riina dichiara : " erano loro a fare le trattative, io le ho subite ". Poi, ecco la madre di tutte le allusioni, una dichiarazione presumibilmente del tutto tendenziosa, partorita da una mente raffinatissima, a testimonianza dell' intervento di altri nella strage di via D'Amelio. Infatti, Riina invita alla riflessione il magistrato che lo interroga, e parla cosi' : " ma se io fossi il Capo dei Capi, crede che mi sarei mai rivolto ad uno come Scarantino ? ". E poi ancora : " se io avessi conosciuto un qualsiasi soggetto dei servizi segreti non sarei Salvatore Riina da Corleone ".

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