Ruoppolo Teleacras - Editoriale Pensaci Giacomino...

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L' editoriale di Angelo Ruoppolo ( https://www.facebook.com/pages/Angelo-Ruoppolo/40129859538 ) Teleacras Agrigento del 4 maggio 2012.
Ecco il testo :
L' Assemblea regionale rischia il licenziamento, a seguito della seconda impugnativa della Finanziaria da parte del Commissario dello Stato. Un rischio fondato. Tanto che Lombardo ha scatenato un braccio di ferro con lo Stato promulgando la Finanziaria nonostante la bocciatura del Commissario dello Stato.
Centinaia di imprese in Sicilia, soffocate dal mancato pagamento dei crediti, anche, e soprattutto, da parte della Regione, hanno rinunciato alle attivita'.
La Regione non si impegna a dirottare i servizi essenziali, come rifiuti e acqua, verso la restituzione al pubblico, applicando l'esito referendario ed attuando le riforme del settore, al momento solo sulla carta.
E dunque, ancora a causa della Regione, i contribuenti siciliani pagano le tasse idriche e dei rifiuti piu' care di Italia a fronte della peggiore qualita' del servizio reso.
Ebbene, nonostante tutto cio', il deputato regionale del Partito democratico e candidato a sindaco di Raffadali, Giacomo Di Benedetto, si arma dell' arma che da tempo privilegia, la provocazione, ed impugnando anche il coltellino del sarcasmo, e la fionda della ipocrisia, presenta una interrogazione alla Regione, nell' occhio del ciclone delle intemperie piu' violente della legislatura, e interroga sulle retribuzioni ai dipendenti di Teleacras.
Si', penserete che si tratti di una scherzo, e invece e' la verita', scritta nero su bianco su di un settimanale agrigentino adesso in edicola, e che altrettanto settimanalmente non risparmia invettive e veleni contro l'emittente Teleacras.
Ebbene, si potrebbe ironizzare, osservando che nello Statuto del Partito democratico, e' certo, non vi e' alcuna norma che imponga il Tso, il Trattamento sanitario obbligatorio, ai propri iscritti, consiglieri, assessori, o deputati, che manifestino gravi segni di squilibrio e sfrontatezza. Il caso Lusi, il collega dell' onorevole Di Benedetto che ha speso i soldi del partito, molti milioni di euro, a caviale e champagne, suggerirebbe l' introduzione per simili soggetti di trattamenti tesi alla verifica dell' equilibrio mentale. Sarebbe quindi opportuno che tali valutazioni, su casi, quello Lusi e quello Di Benedetto, siano rimesse agli Organi sanitari preposti, nel momento in cui saranno a conoscenza, e lo sono da adesso, di cio' che accade. Il settimanale scrive che l'onorevole Di Benedetto ha lanciato la sua freccia avvelenata dell' interrogazione contro Teleacras mafiosa lo scorso 23 marzo. Peccato che quando Di Benedetto il 15 aprile scorso e' stato presente nei nostri studi, con un fare di grande gentilezza ed apprezzamento nei nostri confronti, si e' dimenticato di dirci che aveva formalmente chiesto la nostra chiusura. Smemoratezza, vilta' o che altro ? Certamente doti che i cittadini potranno liberamente valutare.
Teleacras, dunque, si limita ad invitare l' onorevole Giacomo Di Benedetto a deporre l'arma della provocazione, il coltellino del sarcasmo, e la fionda dell' ipocrisia.
E Teleacras invita Giacomo Di Benedetto ad impegnarsi per una causa pubblica, almeno una, possibilmente agrigentina, una sola, al momento inesistente, dopo 4 anni e piu'. E sarebbe anche ora, anche se di ore ve ne sarebbero poche, per sedere ancora tra le comode poltrone dell' Assemblea regionale, intascando 20mila euro al mese dei cittadini contribuenti che si impiccano per mancanza di futuro.
L'onorevole Giacomo Di Benedetto strumentalizza il proprio ruolo istituzionale - ed allora anche gli Organi regionali preposti al rispetto della disciplina parlamentare intervengano -- per strumentalizzare un oggettivo stato di difficolta' economica che non affligge solo Teleacras ma l' intero pianeta, per sputare veleno, sfogando rancori e livori personali.
Lo staff di Teleacras conferma fiducia e solidarieta' verso la Proprieta', ed invita il settimanale facile sponda di Giacomo Di Benedetto, ed anche, eventualmente, altri organi di stampa ed associazioni varie, ad astenersi dell' occuparsi di argomenti verso i quali non ricorre alcun interesse pubblico all' informazione, essendo argomenti privati, legati al rapporto tra dipendente e datore di lavoro, peraltro in un'azienda privata, e non pubblica.
Grazie.

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