Ruoppolo Teleacras - Operazione Nuova Cupola

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I servizi di Angelo Ruoppolo ( https://www.facebook.com/pages/Angelo-Ruoppolo/40129859538 ) Teleacras Agrigento del 26 e 27 giugno 2012.
Maxi blitz antimafia nell'agrigentino. Intercettazioni e video. Ecco una sintesi dei testi : La loro intenzione sarebbe stata costituire l' ottavo mandamento della provincia agrigentina. A capo vi sarebbe stato lui, Leo Sutera, di Sambuca di Sicilia, inteso il professore perche' docente di educazione fisica, gia' arrestato e condannato per mafia nell' ambito dell' inchiesta cosiddetta Cupola. Il braccio destro di Leo Sutera sarebbe stato l' imprenditore Francesco Ribisi, di Palma di Montechiaro. L' obiettivo e' fallito, perche' la Polizia e la Dda li hanno arrestati. Le indagini sono scattate durante gli ultimi mesi del 2010, per monitorare movimenti ed evoluzioni dopo gli arresti di Giuseppe Falsone e Gerlandino Messina, e sono state sostenute dai poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, agli ordini di Corrado Empoli, e del Commissariato "Frontiera" di Porto Empedocle, capitanato da Cesare Castelli. E' stata una caccia ai tizzoni ancora infuocati sulle ceneri dei boss Falsone e Messina. E l'acqua sul fuoco e' stata lanciata prima che divampassero. La rete della ricostituzione di Cosa nostra agrigentina sarebbe stata tessuta dal carcere dal pluri - ergastolano, Salvatore Fragapane, di Santa Elisabetta, gia' capo provincia.Gli arrestati : Ettore Allegro, di Caltanissetta, 48 anni. Giuseppe Anzalone, di Ventimiglia di Sicilia, 45 . Filippo Azzarello, di Ventimiglia di Sicilia, 48. Rosario Bellavia, di Siculiana, 48. Roberto Belvedere, di Agrigento, 32. Natale Bianchi, di Palermo, 35 anni. Antonio Brucculeri, di Porto Empedocle, 27. Pietro Capraro, di Agrigento, 32. Vincenzo Capraro, di Agrigento, 28. Gaspare Carapezza, di Agrigento, 35. Francesco Paolo Cioffi, di Gallarate in provincia di Varese, 35. Vincenzo Cipolla, di San Biagio Platani, 50. Luca Cosentino, di Agrigento, 36. Giuseppe Giovanni Faldetta, di Agrigento, 37. Raffaele Faldetta, di Casteltermini, 65. Gerlando Fragapane, di Agrigento, 20. Antonino Gagliano, di Siculiana, 40. Antonino Gagliano, di Siculiana, 44. Giuseppe Gagliano, di Agrigento, 20. Dario Giardina, di Agrigento, 31. Gerlando Gibilaro, di Agrigento, 32. Salvatore Guarragi, di Porto Empedocle, 42. Giuseppe Infantino, di Agrigento, 30. Roberto Lampasona, di Santa Elisabetta, 34. Gaetano Licata, di Santa Maria Capua Vetere, 28. Giuseppe Lo Mascolo, di Siculiana, 73. Antonino Mangione, di Francoforte sul Meno in Germania, 31. Rosario Mangione, di Agrigento, 35. Salvino Mangione, di Agrigento, 38. Stefano Mangione, di Raffadali, 49. Antonino Mazza, di Palma di Montechiaro, 39. Fabrizio Messina, di Porto Empedocle, 38. Bruno Pagliaro, di Agrigento, 22. Giovanni Rampello, di Agrigento, 25. Francesco Ribisi, di Palma di Montechiaro, 30 anni. Maurizio Rizzo, di Agrigento, 39 anni. Gerlando Russo, di Agrigento, 39. Salvatore Russo Fiorino, di Raffadali, 63. Maurizio Salemi, di Porto Empedocle, 39. Leo Sutera, di Sambuca di Sicilia, 62. Giovanni Stefano Tarallo, di Agrigento, 27. Gianfranco Tarallo, di Palermo, 61. Giorgio Traina, di Porto Empedocle, 53. Alfonso Tuttolomondo, di Porto Empedocle, 36. Ludo Francesco Vazzano, di Ventimiglia di Sicilia, 84. Carmelo Vetro, di Sciacca, 27. Pasquale Vetro, di Favara, 53 anni. Antonio Orlando, di Baucina in provincia di Palermo, 61, e Stefano Alessandro Rizzo, di Santa Elisabetta, 36 anni. Francesco Ribisi e Giovanni Tarallo di Palma di Montechiaro sarebbero i responsabili delle fucilate a San Leone contro le vetrine della gelateria Le Cuspidi e della Sala Giochi Aster, il 28 giugno 2011. Ecco, insieme, Francesco Ribisi e Giovanni Tarallo... "ci dobbiamo mettere Favara sotto di noi...ad Agrigento ci siamo noi, a Palma ci siamo noi, e a Porto Empedocle ce la sistemiamo che leviamo tutto questo bordello che c'e'. Si prende a Fabrizio e gli diciamo : da oggi in poi le cose stanno cosi'. Se ti conviene questa, altrimenti tu cammini per la tua strada che io mio faccio le guerre qua. E non gli conviene neanche parlare ! ".

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