Ruoppolo Teleacras - Provenzano, Pastoia ed il pentito Greco

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I servizi di Angelo Ruoppolo ( http://www.facebook.com/pages/Angelo-Ruoppolo/40129859538?ref=search ) Teleacras Agrigento del 25 e 26 aprile 2008. Si pente Giacomo Greco, genero dell'ex vice di Bernardo Provenzano, Francesco Pastoia, morto suicida in carcere.
Ecco i testi:
Lui e' Francesco Pastoia. Ed e' stato arrestato all'alba di martedi' 25 gennaio 2005. Il giorno del blitz Grande Mandamento. Venerdi' 28 gennaio, Pastoia, 62 anni, boss di Belmonte Mezzagno, si suicida. 3 nodi di lenzuolo alle sbarre della propria cella. Cosi' e' morto il vice di Bernardo Provenzano. Pastoia e' intercettato prima dell'arresto. Parla: '' Io Provenzano l' ho dentro l'anima '' . Poi Pastoia organizza l'omicidio di Salvatore Geraci, l'ex Ministro dei Lavori pubblici di Provenzano. Parla: ''perche' e' uno che sbaglia a parlare, tratta male. Lo uccidiamo subito, senza dire niente allo zio, poi glielo dico dopo io ''. Poi parla ancora e progetta di uccidere i figli del Capo Mandamento di Belmonte Mezzagno, Benedetto Spera, amico fraterno di Provenzano. Ecco lo sgarro di Pastoia, che in carcere legge le intercettazioni sue. Capisce che Provenzano ha capito che lui lo ha tradito, e si uccide. Adesso un altro dei Pastoia avrebbe tradito Provenzano. E' suo genero, perche' ha sposato la figlia. Il suo nome e' Giacomo Greco. La sua prima soffiata e' stata la notizia di un covo bunker, un rifugio segreto, dove avrebbe abitato ''Binnu u tratturi''. I Carabinieri del Comando provinciale di Palermo lo hanno scoperto a Belmonte Mezzagno, a 30 chilometri da Palermo, a casa di Francesco Pastoia. Dentro sono state scoperte anche armi e munizioni. Ecco perche' e' stato arrestato Giovanni Pastoia, figlio del capomafia defunto e quindi cognato del pentito Giacomo Greco. La collaborazione di Greco e' ritenuta importante, determinante. Lui e' libero e non e' indagato. E nella famiglia mafiosa di Belmonte non vi sono stati fin'adesso dei pentiti. Forse Greco sara' utile per rivelare i retroscena della faida che per anni ha insanguinato la sua zona. O per inseguire il tesoro di Provenzano. Giacomo Greco, infatti, avrebbe gestito le attivita' imprenditoriali del suocero, Francesco Pastoia, e quindi anche di Provenzano. Libero e nemmeno indagato. Poi pero' pentito. Perche' assalito dalla paura di essere ucciso. Prima la bella vita. Ricco e rispettato. Marito della figlia del capo. Dopo il paradiso l'inferno di Giacomo Greco inizia alle 7 della sera del 14 ottobre del 2000. Belmonte Mezzagno, a 30 chilometri da Palermo. La strada principale, il corso Aldo Moro. Giacomo Greco passeggia con l'imprenditore Antonio Martorana. I killer uccidono Martorana. Lui scappa. Riflette. E adesso racconta: '' la vittima designata, l'obiettivo sono stato io. Non so' se Martorana e' stato ucciso per errore ''. No, forse non e' stato uno sbaglio. Perche' un mese dopo, il 15 novembre, a Palermo, in viale Regione siciliana, e' stato ucciso il fratello, Pietro Martorana. Giacomo Greco in esilio. Fuori da Belomonte Mezzagno. Nel 2005 l'arresto e la morte del suocero Francesco Pastoia, e la profanazione della sua tomba. Un odio senza limiti. Giacomo Greco, 39 anni, sposato con Lucia Pastoia e padre di due figli, rientra in paese nel 2007. Il terrore non si placa. Lui pensa ancora di essere un morto che cammina. E si pente. Gli affari del suocero, Ciccio Pastoia, come la metanizzazione in Sicilia. E la faida contro il clan di Benedetto Spera, altro capomafia di Belmonte. Ecco i retroscena inediti che Giacomo Greco sarebbe capace di svelare.

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