Ruoppolo Teleacras - "Truffando me ne vo"

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Il servizio di Angelo Ruoppolo ( http://www.facebook.com/pages/Angelo-Ruoppolo/40129859538?ref=search ) Teleacras Agrigento del 21 luglio 2011. Severe condanne del Tribunale di Agrigento a carico di tre presunti protagonisti di una pittoresca truffa a danno di medici e infermieri dell' Ospedale.
Ecco il testo :
Tra i corridoi e le stanze dell' Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento hanno navigato anche le tre caravelle della truffa, che hanno promesso l' America. Adesso Nina, Pinta e Santa Maria hanno navigato al Tribunale di Agrigento, e sono state condannate. Nina e' Pietro Marchica, gia' arrestato per armi, 7 anni di carcere. Pinta e' Salvatore Cefalu', e sarebbe il segretario di Marchica, nel senso che se Marchica sarebbe stato la volpe, lui, Cefalu', e' il gatto, accompagnatore e persona di fiducia. E Cefalu' e' stato condannato a 3 anni di reclusione. Santa Maria invece e' un medico, Giuseppe Messina, e gli sono stati inflitti 4 anni. Se fossero stati 2 no, e invece sono 3, quindi, codice penale, e' associazione a delinquere. Il fine sono le truffe, a danno di medici e infermieri dell' ospedale. Giuseppe il medico sarebbe stato il Cicerone. "Io sono io, mi conoscete, e io vi presento lui, Pietro, che e' un "alto funzionario del tribunale". Si occupa di fallimenti, e quindi vende automobili, motociclette, ville e case, approfittatene, acquisti a prezzi vantaggiosi''. Lo spot della truffa ha ingannato tanti, che hanno creduto senza provare, nonostante Aiazzone abbia sempre predicato "provare per credere". Lui, Marchica, si e' anche procurato della carta intestata del Tribunale, firmando le ricevute. Ad una dottoressa e' proposta una villa a mare a Porto Empedocle, lei e' sul posto a vedere la casa, ma e' chiusa, e le spiegano che e' chiusa perche' e' ancora sequestrata per il fallimento. Poi, il medico, piu' coraggioso, scavalca la recinzione, e decanta le virtu' della casa, "guardi come e' bella, e' veramente bella, pero' serve un acconto di 22mila euro". Poi, ancora, un' automobile, una fiammante Volvo, "gia' scontata, 7 mila euro, anzi' no, 4mila e 500, addirittura, pero' paga subito, prima che il computer corregge l'errore. Ma l'automobile dove e' ? E' a Termini Imerese, l' ho vista io, e' bella, veramente bella, anche i sedili in pelle. Dai, andiamo a Termini Imerese, cosi' la vedi anche tu. No, oggi non posso partire, domani, anzi dopodomani, e non e' stato mai". Marchica e Messina avrebbero diviso da compagni di merenda gli assegni frutto delle truffe. Poi, l'epilogo. Nel 2008 un medico e due infermieri denunciano la truffa, e bussano alla porta dello studio legale dell' avvocato Giuseppe Arnone. Il processo, Arnone e' parte civile delle tre vittime, e l'avvocato Giovanni Crosta rappresenta un altro infermiere. Le condanne, inflitte dalla sezione penale presieduta da Antonina Sabatino. I primi sospetti sono stati sollevati quando Pietro Marchica e' stato arrestato per detenzione di armi, e la sua foto e' stata pubblicata dalla stampa. E tanti si sono chiesti : "ma lui non e' l' alto funzionario del Tribunale di Agrigento presentato dal dottor Messina ? ".

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