Presidente egiziano Morsi condanna le offese al Profeta Maometto. Ma invita "a evitare violenze e a non violare la legge egiziana"

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Il Cairo (TMNews) - Dopo il violento attacco al consolato americano a Bengasi e le dure proteste al Cairo, il presidente egiziano Mohamed Morsi ha stigmatizzato "ogni insulto al Profeta Muhammad", ma ha anche dichiarato di rifiutare la violenza.Dopo la diffusione su Youtube del film "Innocence of Muslims" che descrive in termini oltraggiosi e blasfemi il profeta dell'Islam Muhammad, durissime proteste sono scoppiate in Egitto e in Libia, dove a Bengasi 4 americani, tra cui l'ambasciatore Chris Stevens sono stati uccisi."Come egiziani rifiutiamo ogni tipo di aggressione al Profeta", ha spiegato Morsi alla tv di Stato. "Ma invito tutti a non violare la legge egiziana - ha aggiunto - e a non assaltare le ambasciate straniere". "E' nostro dovere tutelare i nostri ospiti" ha proseguito Morsi.Il presidente egiziano ha anche condannato l'attacco contro il consolato degli Stati Uniti in Libia: "Non possiamo accettare quanto è accaduto a Bengasi. Sappiamo che per l'Islam uccidere innocenti è considerato un delitto". Secondo il leader islamista, "esprimere le proprie opinioni e manifestare liberamente è un diritto, ma senza aggredire proprietà private o pubbliche, missioni diplomatiche o ambasciate".Morsi ha poi ricordato di avere telefonato al presidente americano Barack Obama, invitandolo a prendere misure molto dissuasive sul piano legale contro chi vuole danneggiare le relazioni tra il popolo egiziano e quello americano.(Immagini Afp)

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