Venezia - Sequestrati oltre 50mila prodotti pericolosi per la salute (11.09.12)

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http://www.pupia.tv - Venezia - Nel corso della quotidiana attività di contrasto al commercio ambulante abusivo nel Centro Storico Lagunare, i finanzieri del I° Gruppo di Venezia sono riusciti a risalire da alcuni venditori di nazionalità senegalese dei classici articoli di pelletteria, dapprima a quattro attività commerciali presso le quali gli extracomunitari si rifornivano, ubicate tutte a Mestre e gestite da cittadini di nazionalità cinese.

Nei quattro locali le Fiamme Gialle hanno rinvenuto circa 14.000 articoli che, in base ad attività investigative, si riteneva contenessero sostanze pericolose per la salute umana.

In effetti, i rapporti di analisi effettuati da un laboratorio chimico accreditato presso il Ministero delle Attività Produttive hanno certificato la presenza di metalli pesanti all'interno della composizione chimica degli articoli sequestrati, con particolare riguardo alla presenza di CADMIO, che fornisce al materiale plastico rigido caratteri di morbidezza simili alla pelle di origine organica.

Questa sostanza, rilasciata dal pellame sintetico, a contatto con accessori che a loro volta vengono a contatto con la pelle è estremamente pericolosa e può favorire l'insorgenza di gravi malattie.

Perciò, in sinergia con l'A.G. veneziana, si è individuata la società che a sua volta riforniva delle borse i quattro succitati negozi cinesi, ubicata a Sesto Fiorentino (FI), procedendo a perquisirne il magazzino di 5.000 mq ove sono state sequestrati più di 40.000 fra borse ed accessori, arrivati direttamente dalla Cina.

Per avere un'idea dell'entità del sequestro, si tratta di un totale di 54.000 borse (14.000 a Venezia e 40.000 a Firenze) che, se poste allineate una dietro l'altra, coprono una distanza di oltre 13 chilometri, cioè più di tre volte superiore al tratto che intercorre dalla Stazione ferroviaria di Santa Lucia sino ai Giardini Pubblici di Venezia.

Il sequestro dell'enorme quantitativo di borse, destinate nell'intenzione dei trafficanti al centro storico veneziano, ha consentito di infliggere un duro colpo all'organizzazione che gestisce il traffico di questi articoli che, posti in vendita a Venezia in grandi quantità ed essendo in apparenza di qualità media, non sarebbero stati percepiti nella loro reale pericolosità, tra l'altro ponendo anche in essere una concorrenza sleale nei confornti dei negozianti e produttori onesti che, per commercializzare prodotti sicuri, debbono investire importanti valori nel loro giro d'affari.

Nei confronti delle attività commerciali coinvolte la Guardia di Finanza sta inoltre procedendo a controllare tutti i conseguenti aspetti anche di natura fiscale. (11.09.12)

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