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    Zinnanti autore degli spari alla cava, si costituisce l'amico che lo ha aiutato

    Riposta
    altarimini

    per altarimini

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    Le indagini erano scattate immediatamente, nel luogo dell'aggressione, al Parco della Cava, dove lo scorso giugno un 54enne era stato ferito da un colpo di pistola da uno sconosciuto: davanti alla sua foto la vittima dell'agguato non ha avuto dubbi, si tratta di Zinnanti. Il 54enne, titolare di un esercizio commerciale, si trovava all'alba del 17 giugno nei pressi dell'ingresso del parco "della Cava", luogo di ritrovo per omosessuali, quando è stato fermato da un uomo, all'apparenza italiano, alto e robusto, che gli ha chiesto cosa facesse in quel luogo. Alla richiesta di un rapporto sessuale, aveva reagito sparando due colpi di pistola. La polizia aveva ritrovato un'ogiva, ma niente bossoli della pistola. La Procura aveva aperto un fascicolo per l'ipotesi di reato di lesioni. Ora il movente dell'aggressione si configura come un gesto eclatante di omofobia, che ben si sposerebbe con il carattere rissoso e intollerante di Zinnanti.

    Inoltre si è costituito l'amico che ha offerto ospitalità al presunto killer di Leonardo Bernabini in un paesino in provincia di Teramo: il 28enne, ex fidanzato della sorella di Zinnanti, nato a Teramo, ma residente a Rimini, ha raccontato di esser stato contattato dagli ex suoceri, con i quali aveva mantenuto dei buon rapporti, che gli avevano chiesto di aiutare il figlio. Ora per lui l'accusa è di favoreggiamento.