Festivaletteratura, Aimee Bender e la magia della short-story. La scrittrice americana, tra Kafka e Jonathan Lethem

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Mantova, (TMNews) - Racconti sorprendenti, tra un Kafka postmoderno e le invenzioni al limite della fantascienza di Jonathan Lethem. "La ragazza con la gonna in fiamme" è il primo libro della scrittrice americana Aimee Bender, pubblicato nel 1998, e tradotto in Italia per la prima volta da Martina Testa per Minimum Fax. Sono storie che sovvertono l'idea di realtà e che sembrano essere state scritte oggi, se non addirittura domani."C'è una scrittrice, Deborah Eisenberg - ci ha spiegato Aimee Bender a Mantova - che dice più o meno che lo scrittore deve capire che cosa scorre al di sotto della cultura ufficiale e poi portarlo in superficie, prima che diventi visibile per tutti".Nelle short-story, talvolta folgoranti come "La donna che ricordava", che apre la raccolta, brillano i personaggi femminili, il cui modo di guardare il mondo appare ancora inedito."Sono molto interessata alle donne - ha aggiunto Bender - io sono una donna, ho due sorelle e sono cresciuta con molte donne e credo che le dinamiche di amicizia, di relazioni, di parentela siano davvero ricche e sorprendenti".Il dibattito sulla cultura come strumento di ripresa, poi, coinvolge anche Aimee Bender."La cultura - ha concluso la scrittrice - è il modo attraverso il quale esprimiamo le componenti più profonde del nostro essere umani. Perché una volta sottisfatti i bisogni di base, la nostra esperienza si arricchisce guardando agli altri. La cultura è una componente essenziale di qualsiasi tipo di ripresa".

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