L'attivista che filma la morte per testimoniare l'orrore in Siria. Da 18 mesi registra tutte le vittime a Qusari

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Qusari, (TMNews) - Per tutti i 18 mesi della guerra civile in Siria ha documentato ogni singola morte nella sua città, Qusari, non lontana dal confine col Libano. Quest'uomo, che preferisce restare anonimo, ha registrato migliaia morti, accumulando ore e ore di immagini, un documento dell'orrore che arriva diretto al cuore della tragedia siriana, la strage quotidiana di civili.Per ogni vittima ha segnato il nome, la data e il luogo della morte, anche quando si è trattato di amici e parenti, compreso suo fratello."All'improvviso mi sono reso conto che era mio fratello, e ho iniziato a urlare 'è mio fratello, dottore, è mio fratello', ma dopo è stato normale. All'inizio ero triste e arrabbiato, ma dopo diventa normale".Normale non lo è, ma anche la morte diventa routine quando chi, come questo attivista, cerca di raccontare cosa sta succedendo in quel Paese, girando e postando i video sul Web.Passa molto tempo a contatto con i medici che cercano di salvare vite nei pronto soccorso improvvisati e in alcuni casi lascia la telecamera per dare una mano, ma ammette di non poterne più di questa Spoon River quotidiana, in cui non c'è alcuna poesia ma solo sangue e violenza."E' troppo pericolosa in Siria la camera. Quando avrò finito con la rivoluzione, la prenderò e la butterò via".

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