L'era spaziale, un sogno interrotto che oggi riparte da Marte. Quando l'uomo andava sulla Luna, tra Guerra fredda e visioni

Prova il nostro nuovo lettore
askanews

per askanews

911
43 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
Washington (TMNews) - Era stato il presidente John Fitzgerald Kennedy a lanciare gli Stati Uniti verso la conquista dello spazio nei primi anni Sessanta. Un momento storico segnato dalla Guerra fredda e dai successi sovietici simboleggiati dallo Sputnik e dall'impresa di Yuri Gagarin. In quel clima di tensione e competizione globale, gli americani trovarono la forza e la visione per portare per primi un uomo sulla Luna, quel Neil Armstrong di cui in queste ore il mondo piange la scomparsa a 82 anni. Le immagini dell'epoca riportano in vita un'era, quella della corsa allo spazio, nella quale l'umanità sembrava in grado di conquistare qualsiasi traguardo e di realizzare i sogni della fantascienza. "Dio, ci vorrebbe Omero per descrivervi quello che vedo! Dio, a volte gli uomini sono così belli!", scriveva una giovane Oriana Fallaci da Cape Canaveral.Gli anni successivi hanno poi dimostrato che la strada era più difficile del previsto e, tra gli Scudi stellari di Reagan, recessioni economiche e la fine dell'Unione sovietica lo spazio è diventato sempre più un luogo militarizzato o abbandonato, come i relitti delle missioni Apollo che ancora oggi riposano tristemente sulla Luna. Fine dei sogni? Forse no. Perché nonostante i tagli alla Nasa, gli Stati Uniti stanno riprovandoci e l'obiettivo è, in questo ancora in linea con i sogni della fantascienza classica, Marte. Chissà che lo sbarco della sonda Curiosity sul pianeta rosso non sia un nuovo primo piccolo passo verso il futuro.

0 commenti