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    Siria, cronache da Aleppo: gli ospedali pieni di feriti. Non si fermano i bombardamenti delle forze di Assad

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    askanews

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    Aleppo (TMNews) - Il rischio è quello di assuefarsi alle immagini che, ormai quotidianamente da settimane, arrivano da Aleppo, la città siriana dove si combatte la battaglia decisiva tra le forze di Assad e i ribelli. Ma il dramma è reale, come le voci dei feriti dagli ospedali, ormai saturi, dove si curano le vittime dei bombardamenti delle forze filo governative."Grazie a Dio - spiega un combattente dell'Esercito libero siriano - io sto bene. Ci sono stati combattimenti nei sobborghi e hanno usato l'artiglieria pesante. Ci bombardano, ma Dio non mi ha ancora concesso l'onore di diventare un martire".Negli ospedali anche molti bambini, traumatizzati da una violenza che assume sempre di più l'aspetto di una spirale dalla quale sembra impossibile uscire. "Ero in cucina - racconta un bambino di 7 anni - e non ho capito che cosa mi è caduto in testa. Erano pietre e mia sorella è rimasta completamente sepolta dalle macerie".La comunità internazionale continua a tentennare, anche se ora si parla di una parziale no-fly zone sui cieli siriani. Ma la misura della complessità della situazione si può forse riassumere nelle parole del nuovo inviato dell'Onu, Lakhdar Brahimi, che si è detto "spaventato" dal compito che gli è stato affidato.