Gerhard Richter, lo sconcerto del più quotato artista vivente. Ultime settimane per la retrospettiva al Centre Pompidou

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Parigi (TMNews) - Parigi val bene una messa, pare abbia detto l'ugonotto Enrico IV di Francia. Oggi, più laicamente, si potrebbe dire che vale un viaggio per visitare la grande retrospettiva che il Centre Pompidou sta dedicando a Gerhard Richter, l'artista tedesco considerato il più quotato tra i viventi. Una mostra inaugurata in giugno e che resterà aperta al pubblico fino al 24 settembre e che, secondo il critico Robert Storr, potrebbe essere l'ultima occasione di vedere riunite tante opere di Richter per un certo numero di anni, dati gli alti costi e la crisi economica che colpisce anche il mondo dell'arte.Ottantenne, nato e formatosi nella Germania Est dalla quale poi se ne è andato semplicemente prendendo un treno ed evitando di scendere al confine con l'Occidente, Richter è un'artista che spiazza, che usa tutte le forme della raffigurazione e che passa dall'astrazione espressionista all'iperrealismo, raccontando tanto al storia quanto la quotidianità."E' un pittore - spiega la curatrice della mostra parigina Camille Morineau - che usa tutti i linguaggi dell'arte contemporanea: la pittura acrilica, il lavoro sui vetri, la pittura sulla base delle immagini digitali". Le immagini di Richter sono diverse, incasellabili in facili definizioni, che però, come ha scritto il critico Francesco Bonami, "sono invece tutte uguali alla fine di quella lunga giornata che si chiama vita". Una definizione buona anche per la lunga avventura che chiameremmo "arte" e di cui Gerhard Richter è un grande e complesso interprete.

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