Empoli - 268 operatori irregolari in 2 call center (03.08.12)

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http://www.pupia.tv - Empoli - Due società di call center entrambe amministrate da un imprenditore residente a Vinci sono state oggetto di un controllo della guardia di finanza di Empoli e degli ispettori di vigilanza dell'Inps di Firenze. L'attività ispettiva ha scoperto che le ditte hanno impiegato, tra il 2008 ed il 2011, 268 operatori/centralinisti in modo irregolare.

L'imprenditore aveva assunto i dipendenti, quasi tutti giovani dell'empolese-valdelsa, inquadrandoli come "lavoratori a progetto". In realtà, i dipendenti lavoravano con turnazioni continue ed effettuando mansioni prive dei requisiti previsti dalla normativa sui contratti a progetto. Il ricorso a questa formula contrattuale è stato quindi considerato un mero espediente per sottrarsi al pagamento dei contributi previdenziali.

In questo modo, infatti, le società hanno risparmiato sui versamenti dei contributi oltre 251.000 euro e ritenute per 7.000 euro. Inoltre, le due ditte non hanno dichiarato ricavi per oltre 84.500 euro, omettendo di versare 3.600 euro di IVA e 6.700 di IRAP.

Le attività dei call center consistevano nella promozione telefonica di prodotti commerciali per conto di società di telefonia e di fornitura elettrica e gas, nonché nella commercializzazione di carte di credito presso centri commerciali ed aeroporti.

Durante il controllo i funzionari dell'Inps hanno provveduto a riqualificare i contratti di lavoro stipulati per ogni singolo impiegato (centralinista, coordinatore dei turni, addetto amministrativo alla segreteria ed alla formazione del personale) in base a quanto previsto dal CCNL di settore, ovvero con contratto lavoro subordinato.

In aggiunta, gli ispettori hanno contestato alle società le seguenti irregolarità: "rimborsi spese" di "fantomatiche trasferte", mai realizzate dai dipendenti del call center, che venivano conteggiate nelle buste paga dei lavoratori e che ammontavano complessivamente a 55.300 euro; il gonfiamento delle buste paga fino a 1.000 euro mensili quando la retribuzione effettiva era pari a 3 euro l'ora, e che quindi, calcolando un impegno lavorativo giornaliero di circa 4-6 ore, non poteva superare le 300 euro mensili; e anche la mancata contabilizzazione di fatture emesse per prestazioni realizzate pari a oltre 84.000 euro. lanazione.it (03.08.12)

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