SICILIA TV (Favara) Ponte di Messina. Non e' piu' prorieta' per l'Europa e Italia

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Dopo la comunicazione della Commissione Europea, con il programma Europa 2020, e le dichiarazioni del Governo Nazionale, che il ponte di Messina, questo miraggio sbandierato da anni all'Italia e ai Siciliani, è stato dichiarato fuori dalle urgenze dall'Europa e dell'Italia, arrivano le prime reazioni di chi a questo progetto ci aveva creduto sul serio. Il presidente della Fondazione "Architetti nel Mediterraneo" e Vicepresidente Nazionale degli Architetti, Rino La Mendola, ha esposto tutta la sua indignazione in merito. La realizzazione della rotta stradale Berlino-Palermo, unita ai lavori di ammodernamento che stanno interessando la provincia di Agrigento, avrebbe aperto nuove possibilità. La Mendola si chiede perché stanziare fiumi di denaro pubblico per la sola progettazione di un Ponte che, già agli inizi, appariva difficoltoso quando la Sicilia, e in special modo la provincia di Agrigento, con una piccola parte di quei fondi avrebbe potuto far realizzare le opere di cui ha bisogno, come l'Aeroporto, il dragaggio o il potenziamento del porto di Porto Empedocle che non può accogliere le Grandi Navi da Crociera che transitano nel Mediterraneo tagliando fuori la Provincia dal un importante circolo socio economico.
La decisione del Parlamento Italiano di sostituire il progetto originario con il nuovo corridoio stradale Helsinki-La Valletta, continua La Mendola, che taglia fuori tutta l'Italia Meridionale dalle vie commerciali, è un affronto che la Sicilia, e la Provincia di Agrigento in particolare, non possono tollerare. Questo nuovo progetto, che ricalca fedelmente il primo fino a Napoli, prevede il potenziato per Bari, aprendo le nuove prospettive commerciali verso i paesi dell'Est ma ignorando totalmente la Sicilia e le sue coste per Malta, proposta come nuovo nucleo commerciale del Mediterraneo. Se la classe politica non farà sentire la sua voce, continua La Mendola, non solo la Provincia di Agrigento ma l'intera Sicilia sarà tagliata fuori da tutte le rotte commerciali presenti nel Mediterraneo, isolandola dal resto del mercato e privandola di qualsiasi futuro.
Bisogna, conclude, che il corridoio stradale Berlino-Palermo venga rilanciato affinchè la nostra terra, oggi ridotta al ruolo di "profondo sud del vecchio continente," venga concretamente dotata delle infrastrutture necessarie per il suo rilancio quale cerniera euro-mediterranea, sia dal punto di vista commerciale che da quello socio-culturale, etnico e politico.

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