SICILIA TV (Favara) Nessun siciliano nel nuovo governo nazionale

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La nomina del professor Monti a Premier sta suscitando molteplici reazioni nel campo politico e in quello economico. Dopo il giuramento del nuovo Governo tecnico la borsa di Milano ha segnato un significativo rialzo, anche se ancora si aspetta una crescita più stabile. Carriera brillante quella di Mario Monti. Laureatosi alla Bocconi di Milano ha conseguito la specializzazione a Yale, sotto la guida di un premio nobel per l'economia, James Tobin. Chiamato in diverse università italiane nel '94 viene nominato presidente della Bocconi e nominato dal governo Berlusconi Commissario Europeo, carica che sarà riconfermata dal governo D'Alema. Sembra quindi che Mario Monti abbia le carte in regola per affrontare la difficile crisi in cui naviga l'Italia e per risollevare un economia sull'orlo del disastro. Ma come hanno preso la sua nomina, e soprattutto la designazione dei ministri, di questo governo tecnico la classe dirigente Siciliana? Molte le reazioni. Nonostante non è stato nominato nessun ministro siciliano parole di augurio arrivano dal Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo: "Il profilo della nuova compagine governativa e' molto alto. Esistono tutte le premesse per superare questa delicata fase per il paese", plaudendo alla Nomina di Anna Maria Cancellieri che porterà in questo governo dice Lombardo, "quel prezioso contributo, dimostrato in tanti e delicati frangenti, anche in Sicilia, dalla gestione commissariale del Teatro Bellini di Catania alla guida della commissione per il piano rifiuti in Sicilia". Michele Cimino, leader di Grande Sud, non nasconde il suo sollievo e dichiara apertamente che la creazione del ministero per la Coesione Terriotoriale mette la parola fine sui ripetuti tentativi della Lega di minare l'unità d'Italia e danneggiare la Sicilia. "Spero, - dice Cimino - , che Calderoli si convinca che è ormai inutile continuare a mettere il nord contro il sud perché l'Italia è una e così deve restare." Il vice sindaco di Licata Arnone, leader regionale dei comitati civici siciliani, chiarisce subito che non bisogna dare il via a un atiberlusconismo e usare questo spauracchio come capro espiatorio dell'attuale crisi mondiale. Arnone si augura che i numerosi progetti che lievitano da anni sull'agrigentino e su Licata, possano finalmente trovare attuazione con questo governo tecnico.

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