Muore in incidente, assicurazione difende killer per non pagare. La storia di Katie e l'odissea giudiziaria della famiglia

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Baltimora, (TMNews) - Una ragazza muore in un incidente, travolta da un suv che passa col rosso, una tragedia diventa odissea giudiziaria. È la storia della famiglia Fisher di Baltimora, negli Stati Uniti: con la scomparsa di Katie nel 2010, è cominciato un calvario legato all'assicurazione da 100mila dollari stipulata con la compagnia Progressive. La polizza avrebbe dovuto garantire in parte la famiglia: ma i 75mila dollari attesi non sono mai arrivati. "Progressive ha sostenuto che mia sorella avesse torto nell'incidente e questo secondo la legge del Maryland la libera dagli obblighi" spiega il fratello Matt. Per trascinare la compagnia in tribunale, nello Stato è vietato se si rifiuta di pagare, la famiglia ha dovuto citare in giudizio il responsabile dell'incidente, dichiarato colpevole. Ma non è bastato."In tribunale l'avvocato dell'assicurazione ha preso le difese dell'imputato: ha sostenuto che non fosse colpevole". Matt ha affidato la sua rabbia a un post sul suo blog: "Se sei assicurato con Progressive, e ti devono soldi, difendereranno il tuo killer in tribunale pur di non pagarti". La compagnia ha risposto prima su Twitter, scatenando l'indignazione della Rete: "Abbiamo rispettato i nostri obblighi contrattuali". Poi ha emesso un comunicato, alimentando ancora le polemiche. "Non siamo gli avvocati dell'imputato: è stato difeso dalla sua assicurazione. La Corte ha deciso in favore dei Fisher, rispettiamo la sentenza e continueremo a lavorare insieme a una soluzione". Parole, per ora, rimaste sulla carta

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