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    Pil Germania batte le stime, Italia ultima della classe in Ue. I nostri dati industria i peggiori dell'Eurozona

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    askanews

    per askanews

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    Milano, (TMNews) - La Germania si conferma la locomotiva d'Europa. Grazie ai consumi e alle espo rtazioni, che hanno bilanciato il calo degli investimenti, il Paese della cancelliera Angela Merkel ha registrato una crescita dello 0,3% del prodotto interno lordo nel secondo trimestre dell'anno. Uno 0,1% in più rispetto alle stime dagli analisti, pietra miliare per i mercati che visti i dati reali hanno puntato il piede sull'acceleratore. Certo c'è la nota stonata dell'indice Zew, quello che misura la fiducia delle imprese, che per il quarto mese consecutivo è sceso, perdendo 25,5 punti dai -19,6 di luglio. Ma l'economia reale tedesca dimostra ancora di essere in salute, soprattutto rispetto al resto d'Europa. Se infatti i cugini francesi si tengono stretti la loro crescita zero, l'Eurostat ha assegnato la maglia nera all'Italia per il suo calo del Pil dello 0,7% nel secondo trimestre. E come se non bastasse a giugno la produzione industriale è diminuita dell'8,2% rispetto a dodici mesi prima, il dato peggiore dell'Eurozona. Anche la Spagna se la cava meglio di noi con una contrazione del Pil che si è fermata a -0,4% tra aprile e giugno. Ma c'è poco da festeggiare anche lì: le banche sono allo stremo e a luglio il debito con la Bce ha raggiunto livelli-monstre di 375 miliardi di euro.